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    <channel>
        <title>The Daily Bit &#45; News</title>
        <link>http://www.thedailybit.net</link>
        <description>Tutte le news pubblicate quotidianamente sul The Daily Bit.</description>
        <language>it</language>
        <webMaster>info@thedailybit.net</webMaster>
        <docs>http://www.thedailybit.net/index.php?method=feed</docs>
        <ttl>180</ttl>
        <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 12:41:39 +0100</pubDate>
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        <item>
            <title>Un computer da 100GHz&#63;</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&amp;action=zoom&amp;id=2551</link>
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            <description> 100 miliardi di volte al secondo. Questa la velocità di clock che tra breve sarà possibile osservare nei microprocessori di nuova generazione.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p style="text-align: justify;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_mab7GJPu_pM/S2_yua_99eI/AAAAAAAABQA/HNpvEFlqNAQ/s1600-h/Graphene_xyz.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><br /> </a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size:85%;">Foto: Struttura del grafene (</span><a class="extiw" title="en:User:Carbophiliac" href="http://en.wikipedia.org/wiki/User:Carbophiliac"><span style="font-size:85%;">Carbophiliac) </span></a></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcuno si ricorder&agrave;, un decennio fa circa: c'era chi affermava che non sarebbe mai stato possibile superare il limite dei 3GHz per le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Velocit%C3%A0_di_clock" target="_blank">velocit&agrave; di clock</a> i processori in quanto tale frequenza (3 miliardi di cicli al secondo) avrebbe interferito con gli stessi microcomponenti di cui era costituito il chip, un limite costruttivo pi&ugrave; che fisico.</p>
<p style="text-align: justify;">In pratica a quelle frequenze anche componenti miniaturizzati di pochi micron fungono da antenna, aumentando il rumore e impedendo di fatto il superamento di tale limite: una specie di "muro del suono" per le onde elettromagnetiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sembra invece sia un problema raggiungere neppure i 100 GigaHertz: <strong>100 miliardi di volte al secondo </strong>con cui oscilla il "contatore" della CPU. Questa la velocit&agrave; che tra breve sar&agrave; possibile osservare  nei microprocessori.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di una delle possibilit&agrave; offerte dal grafene, un materiale&nbsp; costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio (avente cio&egrave; uno spessore equivalente alle dimensioni di un solo atomo, ovvero 0,35 nm, o 3,5 angstrom).</p>
<p style="text-align: justify;">E' quanto pubblica Science sul suo ultimo numero.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/327/5966/662" target="_blank">http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/327/5966/662</a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il suo <a href="http://nbtimes.it/?p=3806" target="_blank">recente studio</a> sulla possibilit&agrave; di rivelare (anche) la luce, i ricercatori IBM del <a class="external" href="http://www.watson.ibm.com/" target="_blank">Watson Research Center</a> di Ossining (NY) hanno perfezionato nuove tecniche per la realizzazione di Chip superveloci.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella del grafene, <strong>voglio sottolineare</strong>, non &egrave; una novit&agrave;: qualche lettore si ricorder&agrave; della  tecnica  dell&rsquo;esfoliazione che, pur con tutte le difficolt&agrave;, aveva permesso la produzione di prototipi in grado di lavorare fino a 26 GHz.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il nuovo metodo illustrato venerd&igrave; scorso  su Science &egrave; sicuramente molto pi&ugrave; semplice da realizzare: i ricercatori hanno fatto "crescere" uno strato di grafene su un apposito wafer al silicio.  Riscaldandolo, il silicio evapora e lascia sotto di s&eacute; un sottilissimo strato chiamato grafene epitassiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il metodo in s&eacute; era gi&agrave; parzialmente conosciuto: IBM ha per&ograve; migliorato anche lo strato isolante e proprio grazie a questo &egrave; stato possibile arrivare al risultato.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;aggiunta di un particolare polimero tra il dielettrico e il grafene ha migliorato le performance e i risultati non si sono fatti attendere, pubblicati immediatamente sulla rivista Science.</p>
<p style="text-align: justify;">Walter de Heer, docente di fisica del Georgia Institute of Technology, personaggio pioniere nei metodi di lavoro con il grafene epitassiale, sostiene che stavolta non si tratta di un semplice &ldquo;nuovo risultato&rdquo;, ma di una via percorribile anche con la fabbricazione pratica.</p>
<p style="text-align: justify;">Una scoperta che ancora non chiarisce completamente l'importanza del risultato e che porterebbe, nell'arco di qualche anno, le attuali  CPU espresse in GHz con una singola cifra intera prima della virgola a fare bella mostra in un museo di antichit&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify;">Una applicazione che sicuramente avr&agrave; prima applicazioni militari, ma che nell'arco di poco tempo potr&agrave; essere utilizzata per lo studio di sistemi complessi, come il clima o le pandemie.</p>
<p style="text-align: justify;">E l'Italia? Il primo semiconduttore che presenta le stesse eccezionali caratteristiche del grafene &egrave; stato realizzato in Italia, a Pisa, dal <a href="http://www.sns.it/it/laboratori/laboratoriscienze/nest/" target="_blank"> Nest</a> (Laboratorio nazionale per le nanoscienze e nanotecnologie) dell&rsquo;<a href="http://www.infm.it/" target="_blank">Infm-Cnr</a> (Istituto nazionale di fisica per la materia) e della <a href="http://www.sns.it/" target="_blank">Scuola Normale Superiore di Pisa</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta dunque di una sperimentazione che vede l'Italia in prima linea nello studio dei nuovi materiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondire:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.galileonet.it/news/11729/copiando-il-grafene">http://www.galileonet.it/news/11729/copiando-il-grafene </a></p>
<p><em></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>IMG_ARTICOLI_640x480/OSSERVATORIO/grafene.jpg</ulisse_thumb>
            <pubDate>Mon, 08 Feb 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Da oggi su Amazon e&#45;book pi&#249; cari</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11237</link>
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            <description>E-book più cari: gli editori vincono il primo round contro Amazon. E all’orizzonte si profila la concorrenza della Apple con l’ipad. </description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 12pt;">Domenica, Amazon ha avvisato i clienti di aver ceduto alle richieste dell'editore Macmillan, che ha insistito sul far pagare da 12,99 a 14,99 i suoi libri venduti nella libreria digitale per Kindle, contro lo standard di Amazon che &egrave; di 9,99 dollari.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 12pt;">La battaglia sui prezzi persa da Amazon.com, cedendo alle richieste di un grande editore, potrebbe creare un precedente, pregiudicando i prezzi bassi per i libri elettronici, perdita che, di riflesso, potrebbe ripercuotersi sulla vendita di lettori elettronici, come il Kindle di Amazon.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 12pt;">E un ulteriore novit&agrave; consiste nel fatto che per la prima volta il primo sito al mondo di commercio online, e il suo lettore leader di mercato Kindle, potrebbero presto essere sfidate dalla rivale Apple nella transizione di massa ai libri digitali.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 12pt;">L'arrivo del decantato iPad di Apple nel fiorente mercato del libro digitale ha gi&agrave; innescato una reazione a catena, con editori ansiosi di proteggere i loro margini di profitto contro il desiderio di Amazon di tenere i prezzi bassi.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 12pt;">Secondo quanto ha scritto il New York Times, questi prezzi riflettono i termini dell'accordo che cinque dei sei pi&ugrave; grandi editori hanno stabilito per la vendita per il nuovo apparecchio multimediale di Apple, l'iPad.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 12pt;">Amazon ha insistito su prezzi bassi e selezione come principali motivi di interesse per i consumatori, cosa che ha contribuito a spingere i profitti di Amazon in aumento sino al 42% nel suo ultimo trimestre.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 12pt;">La politica dei prezzi &egrave; stata cruciale per la crescita di Kindle dal 2007 ad oggi, ma &egrave; stata motivo di conflittualit&agrave; fra Amazon e gli editori. I principali lamentano che la politica dei prezzi bassi nelle versioni digitali dei loro libri danneggiano in modo irreparabile quelle stampate nelle edizioni tradizionali, che costano di pi&ugrave;.&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 12pt;">La posizione dominante di Amazon negli e-book le ha dato la forza contrattuale per ottenere prezzi pi&ugrave; bassi; sino a quando Apple &egrave; spuntata sulla scena con iPad ed iBookstore la settimana scorsa.</p>
<p class="MsoNormal" style="background: white; margin: 0cm 0cm 12pt;">Per l'analista di Bgc Partners Colin Gillis, la concessione a Macmillan &egrave; "solo la prima ripercussione sul Kindle di Amazon e sull'attivit&agrave; di e- book dal recente annuncio del prodotto Apple".<span style="font-family: Times New Roman;"><span style="color: #000000;"></span></span></p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>imgnews/e-book.jpg</ulisse_thumb>
            <pubDate>Tue, 02 Feb 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Internet sicuro&#58; un click per i minori</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11238</link>
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            <description>Il viceministro per le Comunicazioni ha illustrato un meccanismo in fase di studio. Un SMS denuncerebbe ai genitori le attività online più pericolose dei loro figli. Con conseguente interruzione delle trasmissioni web</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p><span style="font-size: 10.5pt; font-family: "><span style="font-size: 10.5pt; font-family: "><span style="font-size: 10.5pt; font-family: "><span style="font-size: 10.5pt; font-family: ">
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt;">&nbsp;Esiste un sistema per evitare che i minori s&rsquo;imbattano, pi&ugrave; o meno accidentalmente, nelle pagine pi&ugrave; pericolose e scabrose che emergono navigando nel web? Una soluzione potrebbe essere l&rsquo;attivazione di una sorta di <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=parental+control&amp;t=4" target="_blank">parental control</a>, che preveda l'invio di un SMS ai tanti genitori ogni qual volta venga violato il divieto d&rsquo;accesso per chi non ha ancora compiuto diciott&rsquo;anni. E automaticamente l&rsquo;interruzione dell&rsquo;itinerario perseguito tramite computer. <br /><br />Paolo Romani, viceministro alle Comunicazioni, ha illustrato le intenzioni del governo in materia nel corso della trasmissione domenicale di Rai1 L'Arena. &nbsp;Questo provvedimento, ha spiegato, dovrebbe entrare a far parte delle norme contenute nel decreto su internet e i nuovi media in discussione in Parlamento.<br /><br />"Sono allo studio altri strumenti per la tutela dei giovani su Internet &ndash; ha precisato il viceministro - ad esempio il click sicuro, che si potr&agrave; scaricare a breve dal sito del ministero". Questo cosiddetto click sicuro non &egrave; altro che &nbsp;una lista aggiornata e completa, a detta di Romani, di siti pericolosi segnalati ai genitori attraverso un breve messaggio di testo e quindi messi a disposizione per essere bloccati dall&rsquo;utente.</p>
</span></span></span></span></p> ]]></ulisse_descHTML>
            <pubDate>Tue, 02 Feb 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>in Piemonte si fa divulgazione scientifica con la banda larga Wifi</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=press&amp;action=zoom&amp;id=423</link>
            <guid>http://www.thedailybit.net/index.php?method=press&amp;action=zoom&amp;id=423</guid>
            <description>Si chiama Astronomia in Rete il nuovo progetto dedicato al supporto che le ICT possono offrire alla divulgazione scientifica, sviluppato da CSP con il sostegno di Regione Piemonte e la collaborazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - Osservatorio Astronomico di Torino, e dei gruppi di astrofili che animano le attività di divulgazione degli Osservatori di Alpette e Val Pellice.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p><a href="http://3.bp.blogspot.com/_80VM5cUIrNc/S14dsYM5LPI/AAAAAAAAEwA/m_2SXWlCF0E/s1600-h/sky_logo.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430810848903376114" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 480px; height: 85px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_80VM5cUIrNc/S14dsYM5LPI/AAAAAAAAEwA/m_2SXWlCF0E/s400/sky_logo.jpg" border="0" alt="" width="474" height="100" /></a></p>
<div style="text-align: justify;">Si chiama Astronomia in Rete il  nuovo progetto  dedicato al supporto che le ICT possono offrire alla divulgazione scientifica, sviluppato da CSP con il sostegno di <span style="font-weight: bold;">Regione Piemonte </span>e la collaborazione dell'Istituto Nazionale di Astrofisica - Osservatorio Astronomico di Torino, e dei gruppi di astrofili che animano le attivit&agrave; di divulgazione degli <span style="font-weight: bold;">Osservatori di Alpette</span> e <span style="font-weight: bold;">Val Pellice</span>.</div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;">Nato con l'obiettivo di dare visibilit&agrave; delle molte iniziative che ruotano attorno al mondo dell'Astrofilia e dei filoni di ricerca Astronomica attivi in Piemonte, il progetto costituisce anche un'occasione per sperimentare l'uso della banda larga a supporto dell'attivit&agrave; didattica e scientifica ai diversi livelli, dalle <a class="blank" style="font-weight: bold;" title="Apre sito esterno [nuova finestra del browser]" href="http://admin.antherica.com/newsletter/tk/get.html?&amp;ui=5360&amp;cid=79&amp;cid=79&amp;ag=am&amp;newsid=375&amp;exid=261&amp;ui=5360&amp;cid=79&amp;cid=79&amp;linkid=4019">lezioni a distanza</a> tenute per i bambini delle scuole elementari in diretta da Pino Torinese, alla condivisione di dati e immagini derivanti dall'osservazione astronomica con le pi&ugrave; moderne tecnologie, alla divulgazione di esperienze di osservazione suggestive anche per il <a class="blank" style="font-weight: bold;" title="Apre sito esterno [nuova finestra del browser]" href="http://admin.antherica.com/newsletter/tk/get.html?&amp;ui=5360&amp;cid=79&amp;cid=79&amp;ag=am&amp;newsid=375&amp;exid=261&amp;ui=5360&amp;cid=79&amp;cid=79&amp;linkid=4020">pubblico meno esperto</a>.</div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;">Con la realizzazione di una rete <span style="font-weight: bold;">wireless</span> a banda larga in grado di raggiungere zone non coperte dai servizi di connettivit&agrave; disponibili sul mercato, il progetto Astronomia in Rete costituisce un modello di condivisione di informazioni e competenze, divulgazione scientifica e controllo remoto della strumentazione che sposa la logica di &ldquo;laboratorio diffuso&rdquo;, secondo la quale, grazie alle ICT, la ricerca pu&ograve; uscire dai luoghi canonici e asettici di studio per avvicinarsi e calarsi nel territorio. Il dimostratore propone un modello replicabile in contesti equivalenti, come da sempre &egrave; nello stile dei progetti sviluppati da CSP sul fronte della realizzazione di laboratori territoriali volti all'applicazione concreta delle ICT sul territorio regionale.</div>
<p><strong>Riferimenti </strong></p>
<ul>
<li><a class="blank" title="Apre sito esterno [nuova finestra del browser]" href="http://astro.csp.it/">Astronomia in Rete</a></li>
<li><a class="blank" title="Apre sito esterno [nuova finestra del browser]" href="http://astro.csp.it/user/7">Istituto Nazionale di Astrofisica - Osservatorio Astronomico di Torino</a></li>
<li><a class="blank" title="Apre sito esterno [nuova finestra del browser]" href="http://astro.csp.it/user/4">Osservatorio Astronomico Val Pellice</a></li>
<li><a class="blank" title="Apre sito esterno [nuova finestra del browser]" href="http://astro.csp.it/user/8">Osservatorio Astronomico di Alpette</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <pubDate>Mon, 25 Jan 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>The Known Universe</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11232</link>
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            <description>The Known Universe è un nuovo film prodotto dal Museo Americano di Storia Naturale, che fa parte di una nuova mostra, Visions of the Cosmos: From the Milky Ocean to an Evolving Universe, al Rubin Museum of Art di New York City.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>
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</object>
</p>
<p align="justify">&nbsp;</p>
<p align="justify">Non &egrave; possibile&nbsp; <span style="font-weight: bold;">rimanere impassibili</span> di fronte a questo meraviglioso video che presenta in una animazione in scala, basata sui dati scientifici a noi noti, la nostra posizione fino ai limiti dell'Universo conosciuto.<br /><br />Guardatelo al buio e,  per godervi a pieno lo spettacolo,  portatelo a tutto schermo nella <a style="font-weight: bold;" href="http://www.youtube.com/watch?v=17jymDn0W6U&amp;fmt=22">versione in alta definizione</a>!</p>
<p style="text-align: justify;">The Known Universe &egrave; un nuovo film prodotto dal Museo Americano di Storia Naturale, che fa parte di una nuova mostra, Visions of the Cosmos: From the Milky Ocean to an Evolving Universe, al Rubin Museum of Art di New York City.</p>
<p style="text-align: justify;">La struttura di The Known Universe si basa su osservazioni e calcoli scientifici.</p>
<p style="text-align: justify;">E' una iniziativa del Planetario Hayden presso il Museo Americano di Storia Naturale&nbsp; che mantiene il Digital Universe Atlas, una mappa quadrimensionale&nbsp; tra le pi&ugrave; complete al mondo. <br /> La mappa viene costantemente aggiornata,&nbsp; ed &egrave; la risorsa primaria per l&rsquo;organizzazione&nbsp; delle Museum&rsquo;s Space Shows&nbsp; come l&rsquo;attuale&nbsp; Journey to the Stars.</p>
<p style="text-align: justify;">Si chiamano Virtual Tours of the Universe,&nbsp; e sono degli eventi rivolti al pubblico che&nbsp; si tengono regolarmetne.&nbsp; Nel corso dell&rsquo;ultimo anno, circa 30000 persone hanno scaricato la Digital Universe sui loro personal computer.&nbsp; La Digital Universe&nbsp; sar&agrave; presto aggiornata&nbsp; con un&rsquo;interfaccia software pi&ugrave; accurata e user-friendly. La mappa&nbsp; &egrave; concessa in licenza a molti altri planetari a livello mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">L'espansione dell'universo &egrave; qui rappresentata visivamente in maniera spettacolare: dalla superficie dell'azzurro del Pacifico, si scende nella notte dell'orbita&nbsp; solare.</p>
<p style="text-align: justify;">La Terra diventa sempre pi&ugrave; piccola, le costellazioni del Sagittario e Scorpione si modificano prospetticamente, e, non appena la Via Lattea si allontana, la struttura filiforme di milioni di altre galassie entrano in vista. Poi, si raggiunge il limite dell'universo osservabile, il bagliore residuo del Big Bang. Questa luce ha impiegato oltre 13,7 miliardi di anni per raggiungere il nostro pianeta, dopodich&egrave; si torna sulla Terra, vero i due laghi che si trovano tra il monte Kailash e il Monte Gurla Mandhata in Himalaya.<br /><br />Il video ricorda  "<span style="font-weight: bold;">POTENZE DI DIECI</span>" (<a href="http://www.gravita-zero.org/2009/08/potenze-di-10-dagli-atomi-alluniverso.html">ne abbiamo parlato qui)</a> realizzato con le conoscenze e la tecnologia di trent'anni fa dai meravigliosi designer e coniugi <span style="font-weight: bold;">Eames</span>.</p>
<p>Il nuovo film &egrave; stato prodotto da Michael Hoffman, e diretto da Carter Emmart. Brian Abbot gestisce e Ben R. Oppenheimer cura la Digital Universe Atlas.</p>
<p align="justify">Fonte: <a href="http://www.amnh.org/">http://www.amnh.org</a>&nbsp;Museo Americano di Storia Naturale</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <pubDate>Sun, 24 Jan 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Trattative segrete contro la liber&#224; in Rete</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11229</link>
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            <description>Internet: Radicali, Esistono trattative segrete contro le libertà in Rete, il Governo italiano riferisca in parlamento</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p style="text-align: justify;">Internet. Radicali:<strong> Esistono trattative segrete contro le libert&agrave; in Rete</strong>, il Governo italiano riferisca in parlamento<br /><br />Dichiarazione del segretario dell'<strong>associazione radicale Agor&agrave; Digitale Luca Nicotra</strong> e dei <strong>senatori radicali Marco Perduca e Donatella Poretti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">"&Egrave; urgente denunciare l'esistenza di un<strong> tavolo segreto </strong>che coinvolge da pi&ugrave; di un anno Unione Europea e diversi altri paesi tra cui Australia, Canada, Corea del Sud e Stati Uniti per raggiungere un nuovo accordo (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Anti-Counterfeiting_Trade_Agreement" target="_blank"><strong>ACTA, Anti-Counterfeiting Trade Agreement)</strong></a> sui diritti di propriet&agrave; intellettuale, e che, se non verr&agrave; fermato in tempo, rappresenter&agrave; con ogni probabilit&agrave; un nuovo giro di vite per le<strong> libert&agrave; su Internet</strong>".</p>
<p style="text-align: justify;">"Le indiscrezioni sui contenuti dell'accordo stanno suscitando la p<strong>reoccupazione delle associazioni a difesa dei consumatori </strong>e delle <strong>aziende tecnologiche </strong>per il potenziale impatto che l'accordo avrebbe sull'innovazione tecnologica e sui diritti degli utenti della Rete. Non solo ribadiamo la nostra contrariet&agrave; a questo nuovo tentativo di chiudere ulteriormente una gi&agrave; troppo restrittiva legislazione sul copyright, affidando ai service provider nuovi poteri di monitoraggio della Rete, ma riteniamo inaccettabile che dei dettagli di questo accordo non sia messa al corrente solo l'opinione pubblica, mentre con ogni probabilit&agrave; sono le industrie interessate ai diritti di propriet&agrave; intellettuale a dettarne i contenuti".<br /><br />"Abbiamo perci&ograve; depositato oggi una interrogazione che chiede al Governo Italiano di indicare le misure che verranno prese affinch&eacute; tutto ci&ograve; che riguarda lo sviluppo di ACTA sia liberamente accessibile ai cittadini italiani, e, in secondo luogo, indichi la posizione dell'Italia su tale questione".</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <pubDate>Sat, 16 Jan 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>A Torino il 3&#176; Salone Nazionale dell&#146;Imprenditoria Femminile</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11224</link>
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            <description>Si svolgerà a Torino il 28 e 29 gennaio 2010, presso il Centro Congressi Torino Incontra, la 3a edizione di GammaDonna, ideata da Valentina Communication, promossa in collaborazione con l’Associazione Nazionale Donne nel Turismo (DnT).
</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p style="text-align: justify;"><img style="float: left;" title="gamma donna 10" src="http://www.thedailybit.net/download/imgnews/GAMMADONNA.PNG" alt="gamma donna 10" />Si svolger&agrave; a<strong> Torino il 28 e 29 gennaio 2010</strong>, presso il Centro Congressi Torino Incontra, la <strong>3a edizione di <a title="Gamma Donna 2010" href="http://www.gammadonna.it/" target="_blank">GammaDonna</a>,</strong> ideata da <strong>Valentina Communication</strong>, promossa in collaborazione con l&rsquo;A<strong>ssociazione Nazionale Donne nel Turismo</strong> (DnT).<br /> <br /> <strong>&ldquo;Economia, etica, equilibrio sociale: nuovi paradigmi per la societ&agrave; post-cri&rdquo;</strong> &egrave; il titolo del Salone: una due giorni di forum, tavole rotonde e workshop che analizzeranno gli sviluppi della crisi e le possibili vie di uscita attraverso interventi non solo di natura economica, ma anche etica e sociale. Ampio spazio sar&agrave; dedicato a opportunit&agrave; e strumenti di networking. Grande attenzione sar&agrave; rivolta alle prospettive aperte ai <strong>giovani</strong>.<br /> <br /> <strong>Creativit&agrave; e innovazione</strong> saranno ancora il filo conduttore dei temi proposti e sviluppati. Presente un&rsquo;area espositiva destinata alle aziende sponsor, a stand/sportelli di Enti Pubblici e Associazioni e alla Vetrina della Creativit&agrave;.<br /> <br /> Il <strong>Salone </strong><strong><a title="Gamma Donna 2010" href="http://www.gammadonna.it/" target="_blank">GammaDonna</a></strong> ha lo scopo di aggregare Imprese, Enti, Istituzioni e Amministrazione Pubblica per il sostegno e la promozione dell&rsquo;iniziativa d&rsquo;impresa &ldquo;al femminile&rdquo;, con lo scopo di dare risposte concrete alle esigenze e ai quesiti di questa realt&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SCARICA IL PROGRAMMA</strong> <img src="../img_system/icon/pdf.gif" border="0" alt="" /><a class="BoxText" href="../download/imgnews/Programma-Gamma-Donna-2010.pdf" target="_blank"> Programma Gamma Donna 2010 (PDF)</a></p>
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            <pubDate>Tue, 22 Dec 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>10 buoni motivi per non acquistare &#40;ancora&#41; un lettore di ebook</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11226</link>
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            <description>State pensando di regalare (o regalarvi) un lettore di ebook per Natale?
Aspettate!
</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <hr />
<p>&nbsp;</p>
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<div style="text-align: justify;"><img style="width: 270px; height: 180px;" src="../actionphp/thumb.output.php?src=IMG_ARTICOLI_640x480%2FE_CULTURE%2Fapple-ebook.jpg&amp;wmax=468&amp;hmax=468&amp;quality=80&amp;bgcol=FFFFFF&amp;type=2&amp;sid=725d9b56e5ef9fa54282460b549bb971" border="0" alt="" align="left" /><span style="font-weight: bold;">State pensando di regalare (o regalarvi) un lettore di ebook per Natale?</span><br /></div>
<p><br /><span style="font-weight: bold;">Aspettate! </span></p>
<div style="text-align: justify;">Prima di farlo leggete attentamente&nbsp; l'articolo di <span style="font-weight: bold;">Mike Elgan</span>, un vero guru in materia, tradotto e pubblicato&nbsp; pochi giorni fa sull'<a href="http://www.pcworld.it/notizia/119309/2009-12-01/7-ragioni-per-non-regalare-un-lettore-di-e-book-per-Natale.html" target="_blank">ultimo numero di PCWORLD</a>, <span style="font-weight: bold;">rivista estremamente attendibile</span> per quanto riguarda tutti i prodotti informatici.<br /></div>
<p><br />Ecco alcuni dei motivi esposti per evitare di acquistare un lettore di ebook:</p>
<ul>
<li><span style="font-weight: bold;"> I lettori di e-book costano ancora troppo</span></li>
<li><span style="font-weight: bold;">Non serve un lettore di e-book per leggere gli e-book...</span></li>
</ul>
<p><span style="font-weight: bold;"><br />Ma soprattutto: <br /></span></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: bold;">Acquistando un lettore di e-book vi obbligate ad adeguarvi a una tecnologia specifica che potrebbe diventare obsloteta nell'arco di pochi mesi<strong> (meno di tre considerando che presto uscir&agrave; il Mac Tablet di casa Apple) </strong><br /></span></li>
</ul>
<p><br /><span style="font-weight: bold;">Quest'ultima considerazione non viene mai spiegata abbastanza bene dai "fanatici a tutti i costi" degli ebook reader. </span></p>
<div style="text-align: justify;">Pochi lo sanno infatti che&nbsp; se acquistate oggi un lettore di ebook vi obbligate indirettamente a uniformarvi a un formato proprietario vincolante, il formato con il quale configura e commercializza gli e-book.</div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;">Questo formato proprietario non &egrave; detto che sia adeguato alle necessit&agrave; e potrebbe entro pochi mesi essere perdente sul mercato, nell'attesa che si definisca uno standard universale univoco.<span style="font-weight: bold;"> </span></div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">Chi ha oltre 30 anni si ricorder&agrave; che una cosa analoga era accaduta per il betamax (formato dei lettori di cassette della Sony) qualitativamente maggiore del VHS. </span>Tuttavia il mercato ha deciso che il VHS sarebbe diventato di li a pochi anni lo standard. E chi aveva acquistato un lettore Betamax si ritrovava in casa ferraglia (costata qualche milione di lire di allora utile solo per registrare qualche canale TV mentre in giro era possibile acquistare VHS a prezzi stracciati con film, documentari ecc. <br /></div>
<p><span style="font-weight: bold;"><br /></span></p>
<div style="text-align: right;">
<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">Alcuni mesi&nbsp; fa il Prof. Massimo Auci, gi&agrave; fisico del Cern (per intenderci <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web" target="_blank">dove &egrave; nato il Web)</a> e uno degli autori </span><a href="http://www.gravita-zero.org/2008/10/libri-addio.html"></a><span style="font-weight: bold;">dell'ottimo blog "Gravit&agrave; Zero", aveva sollevato la questione, anticipando di un anno molte delle considerazioni oggi tornate alla ribalta.</span><br /><br />LEGGI L'ARTICOLO: <a title="ebook" href="http://www.gravita-zero.org/2008/10/libri-addio.html" target="_blank"><span style="font-weight: bold;">"LIBRI ...ADDIO"</span></a><br /><br />Se chi - un anno fa - avesse letto attentamente l'articolo di Massimo Auci, avrebbe compreso che l'autore <span style="font-weight: bold;">non ipotizzava l'inutilit&agrave; dei reader</span> di ebook, tuttaltro, ma solo un loro pi&ugrave; oculato utilizzo. Non si pu&ograve;, infatti, obbligare con una legge i cittadini ad acquistare lettori, tanto pi&ugrave; quando questo costo incide sulle gi&agrave; magre spalle dell'economia di una famiglia. E tanto pi&ugrave; quando l'acquisto di un lettore oggi potrebbe pregiudicare ad esempio il suo utilizzo tra un anno. <br /><br /><a href="http://www.pcworld.it/notizia/119309/2009-12-01/7-ragioni-per-non-regalare-un-lettore-di-e-book-per-Natale.html/page2"><span style="font-weight: bold;">PCWEEK infatti prosegue qui&nbsp;</span></a> con altre considerazioni, la pi&ugrave; importante delle quali da tenere a mente ci sembra la seguente: <br /><br />
<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">5. Le tecnologie dei lettori di e-book sono obsolete</span><br /></div>
</div>
</div>
<div style="text-align: justify;">Come detto sopra, se i lettori di e-book due anni fa erano dispositivi innovativi, oggi non lo sono pi&ugrave;: lo scarso successo che hanno finora raccolto ha portato a miglioramenti nel software, ma non nell'hardware, dove si ritrovano gli stessi schermi di due anni fa, per esempio. <br /></div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>6. Pare che sia imminente l'uscita di&nbsp; "Mac Tablet" (il pi&ugrave; sofisticato lettore di ebook al mondo) che uscir&agrave; nei primi mesi dell'anno.</strong><br /><a rel="nofollow" href="http://www.melamorsicata.it/mela/2009/10/08/mac-tablet-lo-sta-producendo-foxconn-e-sara-pronto-per-marzo-2010/">Qui si parla della sua uscita</a> a marzo del 2010.<br /><br />"Se cos&igrave; fosse dovremmo aspettarci l&rsquo;apertura di una sezione dedicata agli eBook nell&rsquo;iTunes Store, in modo da scaricare milioniri di libri virtuali praticamnete grartis nel proprio dispositivo" e qualsiasi altro lettore non sar&agrave; che una brutta copia del "Tablet" e magari anche inutilizzabile visto che gi&agrave; scarseggiano i titoli degli ebook compatibili con le varie piattaforme. <br /></div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<p><span style="font-weight: bold;">Inoltre, come afferma il commento di un lettore al post di Auci, bisogna considerare che : <br /><br /></span><span style="font-style: italic;">"10-15 anni fa c'era che diceva che il CD-Rom avrebbe fatto morire il libro, vi ricordate? Cosa &egrave; successo? E' stato il CD-Rom a perire, e anche il DVD oggi non se la passa molto bene: ormai si usano le chiavette flash o la rete per trasferire dati di grosse dimensioni.</span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">Piuttosto il reader potr&agrave; affiancare il libro in tutti quei casi in cui non c'&egrave; motivo di acquistare un testo "reale": es. edizioni economiche del tipo leggi e getta, quotidiani, riviste, ecc.</span><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">I fanatici sostenitori degli ebook reader a tutti i costi dovrebbero leggere l'ultimo libro di Umberto Eco </span><a style="font-style: italic;" rel="nofollow" href="http://www.booksblog.it/post/5474/i-libri-non-scompariranno-mai-parola-di-umberto-eco-e-jean-clude-carriere">"Non sperate di liberarvi dei libri"</a><br style="font-style: italic;" /><br style="font-style: italic;" /><span style="font-style: italic;">U. Eco &egrave; stato uno dei pochi ad avere avuto la "vista lunga" quando tutti (15 anni fa) vedevano nel CD-ROM il mezzo con cui il libro sarebbe andato definitivamente in pensione."</span><br style="font-style: italic;" /><span style="font-weight: bold;"><br /><br />E noi non possiamo che condividere.<br /></span></p>
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            <pubDate>Tue, 22 Dec 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Il web al servizio delle imprese&#58; l&#39;importanza strategica di un Corporate Blog</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11225</link>
            <guid>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11225</guid>
            <description>Un importante canale di dialogo con i clienti e uno strumento per acquisirne </description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <div style="text-align: justify;"><strong><span style="font-weight: normal;font-size:85%;">&nbsp;(Il presente articolo &egrave; stato pubblicato sul <a href="http://www.cna.to.it/CNA/corriere/archivio/Cat117/Notizie/News1952">Corriere Artigiano della CNA di dicembre 2009</a>)</span></strong></div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;">In tempi di crisi Internet pu&ograve; diventare il posto giusto dove cercare nuove opportunit&agrave; di business. Una delle strategie che possono essere utilizzare per aumentare la visibilit&agrave; sul web &egrave; l&rsquo;attivazione di un corporate blog. <br /></div>
<p><span lang="IT">
<p align="justify"><a href="http://www.retail-marketing.it/" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417866802126211410" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 231px; height: 242px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_80VM5cUIrNc/SzAhJsUdSVI/AAAAAAAAEkw/d2obmo-m6OU/s400/cavalieri-retailing.png" border="0" alt="" /></a></p>
<p align="justify"><a title="Retail Marketing" href="http://www.cavalieri-retailing.com/" target="_blank"><strong></strong></a>Un corporate blog (o blog aziendale) suscita, infatti, interesse nel cliente, aiuta un&rsquo;azienda ad ottenere visibilit&agrave; (in particolar modo sui motori di ricerca) senza richiedere onerosi investimenti e tecnologie complesse. I blog si stanno rivelando uno strumento di business molto efficace e stanno diventano una chiave per sopravvivere alla recessione attraverso due operazioni di immagine: le relazioni e la fiducia, un canale attraverso cui stabilire un contatto diretto con il proprio target, invitando i clienti ad esprimere i loro commenti su quanto pubblicato.</p>
<p align="justify"><span lang="IT">Foto: Il Corporate Blog di <a title="Retail Marketing" href="http://www.retail-marketing.it/" target="_blank"><strong>Cavalieri Retailing</strong></a></span></p>
<p align="justify">Non dimentichiamo che sono oltre <span style="font-weight: bold;">9 milioni gli italiani </span>che leggono i blog ogni mese (fonte Nielsen) e dunque questo strumento diventa l&rsquo;estensione pi&ugrave; naturale della presenza online delle aziende. In definitiva, il blog &egrave; un sito web che si affianca al sito principale di una azienda, ma che pu&ograve; soddisfare obiettivi differenti: il lancio di un servizio, o di un prodotto; l&rsquo;area per raccontare l&rsquo;azienda e le sue storie attraverso la voce del titolare o di un manager, il confronto di esperienze di una azienda e la volont&agrave; di indagare nuove forme di comunicazione.</p>
<p align="justify">Inoltre, un blog serve ad accorciare le distanze tra cliente e azienda, fa capire meglio a quest&rsquo;ultima cosa vogliono i suoi consumatori e attraverso il riscontro diretto le consente di correggere il tiro di eventuali errori in un modo pi&ugrave; semplice e diretto.</p>
<p align="justify">Cancellare il corporate blogging dalla lista degli strumenti di marketing solo perch&eacute; non se ne conoscono le dinamiche non &egrave; la mossa giusta. Sforzarsi, invece, di avere un approccio aziendale meno istituzionale sembra essere la nuova strada del business.</p>
<p align="justify"><a href="http://sint-blog.blogspot.com/" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417867634070796386" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 265px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_80VM5cUIrNc/SzAh6HjgOGI/AAAAAAAAEk4/Y1hX4JVWjVQ/s400/sint-blog.png" border="0" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: right;"><span lang="IT"><span lang="IT">Foto: Il Corporate Blog di <a title="sint blog" href="http://www.sint.it" target="_blank"><strong>Sint</strong></a><br /></span></span></p>
<p align="justify">Per quanto riguarda la gestione del contenuto un consiglio &egrave; di <span style="font-weight: bold;">abbandonare lo stile istituzionale </span>tipico del comunicato stampa o della presentazione da conferenza e di rivolgersi ai propri lettori in maniera informale, diretta e soprattutto onesta. Altri aspetti da non sottovalutare sono i requisiti che imprescindibilmente devono possedere le persone o la persona che scrive sul blog, quali la padronanza della materia e la dote di comunicare. Entrambi questi fattori costituiscono il mix perfetto affinch&eacute; i post scritti catturino l&rsquo;attenzione del lettore.</p>
<p align="justify">Naturalmente un blog aziendale richiede una pianificazione attenta. Si tratta di un elemento che deve divenire parte della strategia di comunicazione aziendale. Aprire un blog &egrave; semplicissimo, fare un flop altrettanto facile. Quello in cui occorre investire, dunque, &egrave; nel rinnovamento dell&rsquo;approccio dell&rsquo;azienda al mondo esterno. Per questo &egrave; meglio affidarsi a professionisti della comunicazione digitale: servono una strategia e una pianificazione graduale, per evitare sgradevoli effetti boomerang, che possono influire sulla reputazione dell&rsquo;azienda</p>
</span></p>
<div style="text-align: right;"><span lang="IT">
<p align="justify"><span style="font-weight: bold;">Claudio Pasqua  - </span><a style="font-weight: bold;" href="http://www.timeandmind.net/">Time &amp; Mind</a> <br /><a href="mailto:cpasqua@timeandmind.net">cpasqua@timeandmind.net </a></p>
<p align="justify">L'autore dell'articolo &egrave; Membro del Direttivo dell'Unione <a title="CNA Torino Comunicazione Terziario Avanzato " href="http://www.cna-to.it/CNA/associazioni/Tutte/Ass61/index_html" target="_blank">CNA Comunicazione e Terziario Avanzato dell'Unione Provinciale di Torino</a>.</p>
</span></div>
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            <pubDate>Tue, 22 Dec 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Isolamento acustico</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11219</link>
            <guid>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11219</guid>
            <description>L'isolamento acustico è il ramo della tecnica che si occupa di limitare la diffusione del suono.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p><span class="Stile8"> </span></p>
<h1>Progettazione e produzione di&nbsp; materiale per isolamento e assorbimento acustico.<br /> Consulenza, progettazione e realizzazione&nbsp; sistemi di insonorizzazione e fonoassorbimento</h1>
<p><a class="Stile3" href="mailto:info@dodicidecibel.it"><br /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'isolamento acustico, come &egrave; noto,&nbsp; &egrave; il ramo della tecnica che si occupa di limitare la diffusione del suono.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia sono veramente poche le aziende&nbsp; leader nella produzione e realizzazione&nbsp; (e non solo vendita) di cabine insonorizzate, impianti industriali e civili anche di grandi dimensioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><br /><a href="http://www.dbcontrol.it/"><span style="font-weight: bold;">dBControl.it</span></a> &egrave; una di queste aziende. Nata a Torino, dBControl &egrave; azienda con una lunga esperienza nella insonorizzazione di ambienti civili e industriali.</p>
<p>Uno dei suoi punti di forza sono le&nbsp; <a href="http://www.dbcontrol.it/index.php?method=glossary&amp;action=zoom&amp;id=13"><span style="font-weight: bold;">cabine insonorizzate</span></a> di nuova concezione e con&nbsp; un vantaggio: sono realizzate con tecniche innovative che le rendono interessanti anche dal punto di vista economico.</p>
<p>Oltre a quello di proteggere il locale circostante da pericoli legati al rumore (insonorizzazione acustica) secondo norma e con la pi&ugrave; alta qualit&agrave;. Le cabine vengono realizzate su specifiche esigenze, dimensioni e forma richiesta dal cliente.</p>
<p>Ne abbiamo parlato in un articolo che potete trovare <a title="cabine insonorizzate" href="http://www.touristime.it/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=1201">qui (cabine insonorizzate) </a></p>
<p>Un altro punto di forza dell'azienda dBControl &egrave; uno staff a disposizione di chiunque abbia desiderio di approfondire qualsiasi tematica riguardante l'insonorizzazione di ambienti civili e industriale.</p>
<p>Una redazione di esperti e ingegneri risponde alle domande direttamente sul blog <em><a class="tahoma med gray u" href="http://www.isolamento-acustico-industriale.com/" target="_blank">www.isolamento-acustico-industriale.com</a></em></p>
<p>Per porre domande alla redazione di dBControl &egrave; sufficiente inviare una email a <a href="mailto:info@dbcontrol.it ">info@dbcontrol.it </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: right;"><span class="verdana medio">
<p class="verdana medio gray"><strong>Sito Web: <a class="verdana medio blue" href="http://www.dbcontrol.it/" target="_blank"> www.dbcontrol.it</a></strong></p>
</span></div>
<p><br /><span class="verdana medio"> </span></p>
<p class="verdana medio gray">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="padding: 10px 17px 17px 19px;">
<div class="tahoma med gray">
<div style="text-align: justify;"><span style="font-weight: bold;">dBControl: le domande dei lettori</span><em> <a class="tahoma med gray u" href="http://www.isolamento-acustico-industriale.com/" target="_blank">www.isolamento-acustico-industriale.com</a>)</em></div>
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            <pubDate>Wed, 16 Dec 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>

    </channel>
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