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        <title>The Daily Bit &#45; Today</title>
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        <description>Tutti i today pubblicati quotidianamente sul The Daily Bit.</description>
        <language>it</language>
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        <pubDate>Sun, 01 Aug 2010 08:58:29 +0200</pubDate>
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            <title>Sarkozy contro i Pirati 2 &#45; La rivincita</title>
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            <description>Clamoroso colpo di spugna del Consiglio Costituzionale francese che, contravvenendo ai rilievi precedentemente mossi a carico del provvedimento, approva il disegno di legge "anti-pirateria" voluto dal premier.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">Sul fronte della battaglia che ormai da quasi un anno oppone il governo francese guidato da Nikola Sarkozy, che si &egrave; pi&ugrave; volte esposto in prima persona sulla vicenda, e le associazioni che tutelano i diritti degli utenti di internet contro l&rsquo;aggressivit&agrave; delle leggi proposte dalla cosiddetta Loi Cr&eacute;ation et Internet, meglio nota come la &ldquo;dottrina Sarkozy&rdquo; in tema di telecomunicazioni, si registra un clamoroso ed inatteso colpo di scena. Nella giornata di gioved&igrave; 22 ottobre scorso, il Consiglio Costituzionale, arbitro e garante della conformit&agrave; giuridica del provvedimento, che in un primo momento aveva dichiarato inammissibile il pacchetto di norme promulgato dall&rsquo;esecutivo francese, ha ribaltato il suo parere e, dopo un secondo vaglio, ha ratifica un sostanziale nulla osta all&rsquo;entrata in vigore del disegno di legge. <br /><br />Vengono cos&igrave; repentinamente cancellate tutte le perplessit&agrave; espresse e motivate dalla stessa Consulta e che vertevano, di massima, su tre punti: a) la liceit&agrave; di una misura cautelare che prevede il taglio della connessione ad internet, con tutto ci&ograve; che comporta anche in termini di servizi telefonici compresi nella fornitura, nei confronti chi &egrave; sorpreso per pi&ugrave; due volte nell&rsquo;atto di scaricare materiale protetto da copyright dopo essere stato privatamente avvertito; b) il fatto che l&rsquo;accertamento del suddetto reato e la relativa comminazione delle pene fosse arrogato ad una commissione denominata HADOPI (Haute Autorit&eacute; pour la Diffusion des Oeuvres et la Protection des Droits sur Internet) scavalcando di fatto l&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria preposta; c) il pi&ugrave; che fondato dubbio che il procedimento giudiziario abbreviato d&rsquo;innanzi alla suddetta commissione violasse le norme sul giusto processo impedendo di fatto all&rsquo;imputato di organizzare una difesa, con un&rsquo;udienza e un dibattimento degno di questo nome. <br /><br />Una sola obiezione &egrave; stata sollevata dopo il riesame da parte della consulta: una parziale modifica dell'articolo 6 della legge <a href="http://www.01net.com/editorial/507681/hadopi-2-le-conseil-constitutionnel-valide-la-quasi-totalite-du-texte/" target="_blank">ha stabilito</a> che le sanzioni e l'entit&agrave; del risarcimento dei danni da abbattere sul cittadino siano fissate per legge e non valutate caso per caso nel corso del processo abbreviato al quale sar&agrave; sottoposto l'accusato. Per il resto le disposizioni governative originariamente previste rimangono de facto inalterate: gi&agrave; dai primi mesi del 2010 i cittadini francesi colti in fallo sperimenteranno sulla loro pelle le restrizioni previste dal governo per chi viola, in qualsiasi modo, le leggi sul copyright e il diritto d&rsquo;autore. Queste, pi&ugrave; nel dettaglio, le sanzioni che saranno poste in essere: fino a 3.750 euro e la sospensione delle connessione per un mese per coloro che, negligenti, non impediscano a terzi l&rsquo;accesso alla propria connessioni per fini illegali; un massimo di tre anni di carcere, una multa che potrebbe sfiorare i 300mila euro alla quale si aggiunger&agrave; la compensazione ai detentori dei diritti, e un massimo di un anno di confino offline, per coloro che ignorino gli avvertimenti emessi dall'HADOPI.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">L&rsquo;improvvisa e, concedetecelo, contraddittoria risoluzione della Consulta francese sembra fare il paio con l&rsquo;accantonamento dell&rsquo; emendamento 138 al Pacchetto Telecom discusso dal Parlamento Europeo in queste stesse settimane. Tale mozione avrebbe dovuto assicurare una tutela dal rischio che politiche restrittive sul tema della pirateria come quelle messe in atto dal governo francese si potessero estendere indiscriminatamente a tutti gli utenti dell&rsquo;Unione. <br /><br />La strada &egrave; gi&agrave; tracciata?</p> ]]></ulisse_descHTML>
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            <pubDate>Sun, 25 Oct 2009 00:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Il cambiamento corre sul Web</title>
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            <description>Le vacanze volgono al termine e la domanda che la maggior parte delle persone si pone è: -cosa ci aspetta nei prossimi mesi?-. Qualche indicatore sembra dire che il peggio della crisi sia passato, altri lasciano molti dubbi.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>Le vacanze volgono al termine e la domanda che la maggior parte delle persone si pone &egrave;: -cosa ci aspetta nei prossimi mesi?-. Qualche indicatore sembra dire che il peggio della crisi sia passato, altri lasciano molti dubbi. Certo &egrave; che l'economia non si muove pi&ugrave; con le logiche che hanno caratterizzato i decenni successivi al dopoguerra, fino agli anni '90, durante i quali vi erano blocchi di paesi ben definiti che sembravano avere economie nettamente separate fra loro. L'Occidente con il Giappone, il blocco Sovietico, i paesi emergenti e il terzo mondo, ognuno per la propria strada secondo schemi apparentemente precisi.</p>
<p>Il processo di globalizzazione, fortemente aiutato dallo sviluppo delle tecnologie dell'informazione, ha sparigliato le carte sul tavolo portando a giocare una partita di cui non si conoscono pi&ugrave; le regole. E le cantonate prese da noti economisti delle migliori scuole lo hanno confermato in modo evidente.</p>
<p>L'Italia, fra i suoi mille problemi "sistemici", gode, per contro, di una grande flessibilit&agrave; data da un tessuto economico fondato su una fitta trama di piccole e medie imprese, le uniche capaci di affrontare le avversit&agrave; e i mutamenti del mercato rapidamente ed efficacemente. Come affermarono gi&agrave; nel 2001 Camrass e Farncombe nel loro libro "<a href="http://www.atomiccorp.com/"><span>The atomic corporation</span></a>", la societ&agrave; dell'informazione richiede capacit&agrave; decisionale e tempi di attuazione che le grandi compagnie non possono avere. I disastri del settore bancario e automobilistico (ma non solo in questi) ne sono una chiara dimostrazione.</p>
<p>Come possono, quindi, godere di tale vantaggio le PMI italiane? In quale modo devono gestire questo periodo critico preparandosi opportunamente per il rilancio al momento della ripresa? Attraverso quali strategie devono migliorare il livello di relazione con i potenziali clienti?</p>
<p>La risposta &egrave;, sostanzialmente,&nbsp;legata alla fase di transizione che stiamo vivendo: dall'epoca "visuale" all'epoca "virtuale". Cos&igrave; come, per citare un noto brano del 1980, "Video killed the radio star", il "virtuale" fagociter&agrave; tutti gli altri canali mediatici e di comunicazione, trasformandoli e rendendo la comunicazione stessa decisamente pi&ugrave; pervasiva e, soprattutto, interattiva, di quanto non lo sia oggi.</p>
<p>Gli imprenditori che riusciranno nell'impresa di cavalcare questa transizione potranno inoltrarsi su nuove strade sinora nemmeno immaginate. Non mancheranno le vittime su questi percorsi ma la paura del cambiamento ne produrr&agrave; certamente molte di pi&ugrave;, soprattutto fra le grandi aziende.</p>
<p>L'Italia pone un grande ostacolo su questo percorso, un ostacolo che nessuna PMI pu&ograve; affrontare da sola, la disponibilit&agrave; delle infrastrutture abilitanti alla grande quantit&agrave; di banda necessaria per gestire il mondo virtuale. Come si pu&ograve; osservare nel grafico qui riportato e ripreso dal sito <a title="Virtual era" href="http://www.atomiccorp.com/htm/atomicframes.htm" target="_blank">www.atomiccorp.com</a>, ad ogni passaggio, dall'"era verbale" all'"era visuale", fino all'"era virtuale", si &egrave; accompagnato un incremento della banda utilizzata. Internet &egrave; alla base di questo passaggio e senza un'adeguata disponibilit&agrave; di banda non sar&agrave; possibile mettere in pratica fino in fondo le possibilit&agrave; offerte dalle nuove tecnologie del mondo digitale immersivo e interattivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="Virtual era" href="http://www.atomiccorp.com/htm/atomicframes.htm" target="_blank"><img title="Le diverse epoche dell'informazione" src="http://www.thedailybit.net/download/GRUPPO01~Immagini_today/Virtual-era.gif" alt="Virtual era" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I costi della connettivit&agrave; sono ancora troppo alti e la qualit&agrave; troppo bassa rispetto a paesi come Giappone, USA e Regno Unito. In Italia la fibra ottica &egrave; ancora una chimera e mediamente le aziende si connettono con semplici ADSL da pochi megabit che, nella realt&agrave; quotidiana, consentono di fare operazioni di "download" e di "upload" a qualche centinaio di kilobit nella migliore delle ipotesi.</p>
<p>Ci&ograve; nonostante, Internet cambier&agrave; le nostre vite pi&ugrave; di quanto non abbia gi&agrave; fatto negli ultimi 15 anni e l'era virtuale ci abituer&agrave; a nuove forme di relazione e di interazione. Il social networking crescer&agrave; ancora, gli acquisti on-line continueranno ad aumentare, i dispositivi portatili ci aiuteranno ad affrontare ogni genere di operazione quotidiana, dalle semplici comunicazioni interpersonali sino ai pagamenti di ogni genere di bene o servizio o alla gestione degli impianti di casa.</p>
<p>In questo contesto le opportunit&agrave; non mancheranno, specialmente se si sar&agrave; capaci di soddisfare esigenze reali, sia per le persone sia per l'ambiente che non pu&ograve; pi&ugrave; sostenere un modello consumistico a crescita infinita. L'era virtuale consentir&agrave; di ridurre i consumi energetici procapite e la disponibilit&agrave; di sistemi di autoproduzione da fonti rinnovabili contribuir&agrave; enormemente alla diminuzione dell'impatto ambientale che le nostre esigenze comportano.</p>
<p>Non &egrave; quindi il caso di entusiasmarsi troppo se gli indicatori economici danno segni di ripresa cos&igrave; come non bisogna deprimersi per i segnali negativi. La questione va molto al di l&agrave; della contingenza e occorre una visione di lungo termine, l'unica capace di aiutarci a vedere le cose nella giusta prospettiva.</p>
<p>Il mondo cambia rapidamente, diamoci da fare.</p>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>GRUPPO01~Immagini_today/Virtual-era-small.gif</ulisse_thumb>
            <pubDate>Mon, 24 Aug 2009 00:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>La corrida</title>
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            <description>Tre minuti per esporre un'idea o un progetto, tre per rispondere alle domande del pubblico. Si chiama Elevator Pitch, è una partita secca. Si gioca durante il Barcamp Tour del Working Capital di TelecomItalia</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>La prima bocciatura pu&ograve; arrivare subito, quando dopo la presentazione nessuno tra il pubblico ha domande da fare. All'aspirante imprenditore rimane una speranza: che in platea non ci sia nessuno in grado di capire la potenzialit&agrave; della proposta presentata.<br />Pi&ugrave; spesso, per&ograve;, siamo in presenza della &ldquo;serata del dilettante&rdquo;, il momento di gloria di quello che si &egrave; messo in testa un'idea meravigliosa, cullandosela attraverso lunghe notti insonni o fumosi (in tutti i sensi) brainstorming.</p>
<p>Aspiranti Page&amp;Brin che non preparano dettagliatamente l'intervento, ignorano quali siano i principali concorrenti, non prendono nemmeno in considerazione l&rsquo;ipotesi di procedere nella pi&ugrave; semplice delle analisi, quella tra costi e ricavi. Qualcuno ne ha un'idea. Spesso sbagliata. Il business plan lo faranno sempre "dopo". <br />Chi per mestiere analizza idee (e imprese) da anni, sa che in casi simili quel "dopo" non arriver&agrave; mai.</p>
<p>C'&egrave; un'umanit&agrave; interessante dietro la <a href="http://blog.workingcapital.telecomitalia.it/torino/" target="_blank">tappa torinese del Working Capital</a>. <br />C'&egrave; il <em>"guru de noartri"</em> con relativa corte twitterina, osannato sui blog e replicante professionista dei commenti, incapace di nascondere la tensione durante il suo intervento, coronato dall'inevitabile insuccesso: nessuno ha capito cosa volesse proporre. Accetti il consiglio: in futuro, eviti citazioni e presentazione personale e si concentri sulla domanda. Sar&agrave; meno affascinante, ma &egrave; pi&ugrave; utile.</p>
<p>Ci sono quelli che <em>"se serve a me, servir&agrave; anche agli altri"</em>. Peccato: il target da raggiungere sono quegli stessi altri che, spesso, usano gi&agrave; da anni prodotti simili presenti su Internet&nbsp;in versione free o pro, dimostrando una padronanza del web maggiore dell'aspirante imprenditore.<br />Ci sono, fortunatamente, quelli che hanno curato la presentazione (Claudio Carnino di HiNii) dimostrando almeno di essersi preparati seriamente all&rsquo;appuntamento con la lotteria. Ritenti, sar&agrave; pi&ugrave; fortunato. Ma l&rsquo;approccio &egrave; corretto: continuando cos&igrave;, e realizzando progetti pi&ugrave; dettagliati, in futuro potrebbe convincere un Venture.</p>
<p>I minuti passano ascoltando proposte quasi sempre orientate verso settori B2C, la chiave del web facile: tanti soldi e subito, palate di dobloni. Sogni.<br />Ho ascoltato soltanto un intervento orientato in chiave B2B (quello dell'intelligente Francesco Fullone) e due - entrambi ottimi - estranei all'ambiente web ma utilizzanti il canale Internet soltanto per la diffusione. A Silvia Dini, che avrebbe meritato un'attenzione maggiore&nbsp;nei confronti del&nbsp;progetto che ha presentato, suggerisco di insistere coinvolgendo la P.A. e soprattutto usare&nbsp;un altro genere di appuntamenti, pi&ugrave; sensibili alla sua proposta, per trovare supporto. I siciliani <a href="http://www.core.ct.it" target="_blank">Vasta e Coppoletta</a>&nbsp;di Core, invece, dovrebbero abbandonare la splendida cortesia che li distingue e diventare appena un po' pi&ugrave; aggressivi: possiedono una buona competenza e un'idea imprenditoriale&nbsp; interessante, a condizione di non caricarli di attese che da soli non potrebbero soddisfare. <br />Avanti un altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Immagini del Working Capital Camp di <a href="http://www.flickr.com/photos/lucasartoni/" target="_blank">Luca Sartoni</a>)</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>GRUPPO01~Immagini_today/Wcc_Torino.jpg</ulisse_thumb>
            <pubDate>Thu, 09 Jul 2009 00:00:00 +0200</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Ribellarsi all&#39;Odg&#44; l&#146;obbligo di genuflettersi</title>
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            <description>Applicazione della democrazia e uso dei suoi strumenti. Ovvero: le questioni ignorate da chi teorizza del dire e le difficoltà che incontra chi da anni appartiene all'area del fare qualcosa. Che assomigli al giornalismo.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>La&nbsp; tematica collegata alla gestione di documenti contenenti intercettazioni telefoniche in relazione alle norme sulla privacy &egrave; regolamentata attraverso un provvedimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2006; se vorrete leggerlo, scoprirete che gi&agrave; d'allora &egrave; sempre stato possibile vietare la pubblicazione delle intercettazioni, anche quelle acquisite legittimamente qualora queste rappresentino atti coperti da segreto istruttorio nei limiti prestabiliti dalla legge. All'opposto, come noto, le intercettazioni consegnate all'imputato ed al suo difensore possono essere pubblicate da un giornalista, secondo quanto espressamente previsto da parte del codice di procedura penale. Esiste poi un'ulteriore specificazione sull'illegittimit&agrave; della pubblicazione (ovvero quando questa coinvolga direttamente persone estranee ai fatti), ma non voglio allargare ulteriormente il campo, perch&eacute; la questione che m'interessa affrontare con voi &egrave; un altra: quella della censura aprioristica.</p>
<p><strong>Tira aria di censura sul web</strong></p>
<p>Dopo l'approvazione della Camera, avvenuta a scrutinio segreto nel pomeriggio dell'undici giugno, il disegno di legge sulle intercettazioni &egrave; passato all'esame del Senato. Questa &egrave; una notizia.Giornalisticamente parlando, si tratta di una legge errata che molto presto potrebbe avere un'ulteriore estensione sul web. Questa &egrave; un'opinione.</p>
<p>Gli articoli saltuariamente pubblicati su The Daily Bit rappresentano l'insieme di opinioni personali spesso sostenute da esperienze dirette raccolte in quasi vent'anni di svolgimento della professione.</p>
<p>Le opinioni che esprimo non sono collegate alle organizzazioni per le quali lavoro n&eacute; a quelle per le quali ho lavorato in passato.</p>
<p>Attirandomi numerose antipatie, non ho mai fatto mistero di credere poco a quella fascia di citizen journalist nati successivamente alla diffusione delle principali piattaforme di bloggin laddove si vuole fare di una "passione" per la scrittura una forma alternativa d'informazione a priori, cos&igrave; come ho sempre detto, almeno negli ultimi dodici anni, che l'Ordine dei giornalisti mostra la necessit&agrave; di riformarsi, principalmente perch&eacute; non ha saputo comprendere per tempo quale portata avesse la rivoluzione digitale e poi perch&eacute; sono diventati troppo numerosi i casi in cui si avverte la distanza tra norma e consuetudine. Ma l'Ordine deve rimanere attivo e restare un organismo indipendente.</p>
<p>Il passaggio del disegno di legge sulle "Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali" in cui si fa riferimento alla possibile estensione delle procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti (procedure finora applicate ai mezzi di informazione tradizionali) anche ai "siti informatici" sar&agrave; passato inosservato a pi&ugrave; di un abitante della blogosfera. Si tratta di una proposta interessante (&egrave; necessario ricordare che in passato alcune grandi organizzazioni hanno subito un danno d'immagine dall'opinione di semi-sconosciuti blogger che non avevano approfondito la veridicit&agrave; di una voce), che nasconde un provvedimento di pi&ugrave; ampia portata, ponendo, in effetti, sul medesimo livello di responsabilit&agrave; l'autore di un blog amatoriale e il direttore responsabile di una qualsiasi testata regolarmente registrata. Cosa significa?</p>
<p><strong>Dopo il DDL</strong></p>
<p>Assumendo per accettato integralmente il contenuto del comma 28 dell'articolo 1 del disegno di legge, dal giorno successivo alla sua entrata in vigore tutti i blogger dovrebbero conoscere e rispettare (almeno) il contenuto degli articoli 3,4,5 e 9 della Risoluzione n. 1003 dell'Assemblea del Consiglio d'Europa. &Egrave; superfluo aggiungere, a condizione di conoscerne il contenuto, che l'osservanza degli articoli della Risoluzione n. 1003 non comporta nessuna limitazione all'attivit&agrave; editoriale n&eacute; una violazione dei diritti sanciti dalla Costituzione italiana, perch&eacute; il diritto di rettifica non ha nulla a che vedere con il secondo comma dell'articolo 21 (quello che recita "La stampa non pu&ograve; essere soggetta ad autorizzazioni o censure"): il diritto di rettifica non &egrave; n&eacute; una limitazione n&eacute; una forma di censura ma, molto pi&ugrave; semplicemente, uno degli elementi essenziali di una democrazia la cui applicazione deve trovare almeno "un" corrispettivo, osservando che in presenza di un caso di diffamazione i blogger non sono sottoponibili alle misure contenute nell'articolo 51 ("Sanzioni disciplinari") dello statuto dell'Ordine (introdotto con legge 69 del 3 febbraio 1963) ma soltanto alle norme dell'articolo 595 del codice penale (per le quali, tra l'altro, la Legge sulla stampa prevede espressamente un articolo, il 13esimo, attraverso il quale viene aggiunto l'aggravamento).</p>
<p><strong>Strumenti diversi per piani diversi</strong>i</p>
<p>Dal 1993, Ordine dei giornalisti e Federazione Nazionale della Stampa Italiana hanno adottato la "Carta dei doveri" che fissa i principi generali del <em>"dover essere"</em> dei giornalisti: nonostante i numerosi tentativi prodotti nel corso degli anni, sul web (anche per la sua natura intrinseca) fino ad oggi non &egrave; stato realizzato nulla di simile e capace di sortire il medesimo effetto. Tuttavia <strong>il Parlamento ha ritenuto necessario ampliare verso gestori di siti, di pagine web e blog amatoriali un decreto che ha per tema centrale quello delle intercettazioni</strong>. Tira aria di censura.</p>
<p>Senza entrare nel dettaglio di quanto accade in Cina o in Iran, &egrave; possibile scoprire, purtroppo, casi di soffusa censura anche all'interno dei confini nazionali: provate a seguire la vicenda del ridimensionamento (per evitare di definirlo allontanamento) di Roberto Topino dalla community del <a href="http://www.sanpablog.it/?p=768" target="_blank">Sanpablog </a>o le ragioni che hanno portato Davide Baglieri a sospendere temporaneamente l'<a href="http://www.davidonzo.com/post/1018/0932blog-forse-a-qualcosa-siam-serviti" target="_blank">aggiornamento</a> di <a href="http://www.0932blog.it/" target="_blank">0932blog</a>, il blog sulla citt&agrave; di Ragusa. Vi ho segnalato due nomi che, probabilmente, risulteranno sconosciuti a molti frequentatori della blogosfera italiana. Almeno fino a questo momento. Che cosa viene imputato ai due? Direttamente nulla, perch&eacute; sarebbe impossibile farlo, dal momento che i due hanno avuto il solo torto di evidenziare all'attenzione dei loro lettori dei temi interessanti un'intera collettivit&agrave;. Nei fatti, entrambi sono stati invitati - pi&ugrave; o meno chiaramente - a un comportamento "pi&ugrave; moderato". Ecco il problema: scomodi perch&eacute; non controllabili. Roberto Topino si &egrave; battuto per rendere noti su base scientifica, i danni provocati alla salute a seguito della realizzazione di un termovalorizzatore (danni che, inevitabilmente, interesseranno anche i residenti del quartiere San Paolo di Torino), Davide Baglieri ha voluto evidenziare l'indifferenza di certa stampa nei confronti dei lavori del Consiglio comunale documentati tramite registrazioni legali. Due episodi certamente non unici e nemmeno isolati che vantano precedenti eccellenti: ne hanno gi&agrave; sperimentato gli effetti <a href="http://cartebollate.splinder.com/archive/2007-05" target="_blank">Gianfranco Modolo&nbsp;</a> (giornalista, in pensione, de <em>la</em>Repubblica e vincitore di numerosi premi giornalistici) attraverso il blog di Carte Bollate, originariamente collegato alla rivista della casa circondariale di Bollate, e Vittorio Bertola, protagonista di un episodio discutibile avvenuto nella Sala Rossa del Comune di Torino. Su tutti gli episodi, fuori dalla blogosfera, silenzio.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p>Premesso che &egrave; impossibile ritenere attendibile una fonte a priori e ricordando come anche la Cassazione, nel 2002, abbia riconosciuto "natura giuridica" alle regole deontologiche, la questione legata al comma 28 dell'articolo 1 del disegno di legge a proposito delle "Norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali" &egrave; scottante: la politica &egrave; intervenuta con l'obiettivo di regolamentare un campo gi&agrave; regolamentato ma, e qui l'errore da parte di tutti gli addetti ai lavori, troppo spesso ignorato.</p>
<p>Ignorare le norme ha provocato la nascita di un problema di rilevante spessore ma se in futuro i giornalisti, sempre che vogliano farlo, potranno usare gli strumenti e il potere di cui dispongono per affrontare legalmente la battaglia per la libert&agrave; dell'informazione, i blogger che sino ad oggi si sono creduti novelli giornalisti non potranno farlo, non disponendo di strumenti analoghi ma soltanto di norme derivate.</p>
<p>Oggi &egrave; un'opinione, domani potrebbe diventare una notizia.</p>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <pubDate>Tue, 16 Jun 2009 00:00:00 +0200</pubDate>
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