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        <title>The Daily Bit &#45; Articoli</title>
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        <description>Tutti gli articoli pubblicati quotidianamente sul The Daily Bit.</description>
        <language>it</language>
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        <pubDate>Tue, 09 Feb 2010 00:35:01 +0100</pubDate>
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            <title>MACEF 2010</title>
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            <description>Quest'anno, dal 15 al 18 gennaio, oltre al Salone Internazionale della Casa, sarà possibile visitare un'esposizione di design in Triennale, che culminerà con la vendita dei prodotti esposti
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            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p style="text-align: justify;"><a href="http://www.macef.it/" target="_blank">Quest'anno, dal 15 al 18 gennaio, oltre al Salone Internazionale della Casa, sar&agrave; possibile visitare un'esposizione di design in Triennale, che culminer&agrave; con la vendita dei prodotti esposti</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.macef.it/" target="_blank">Macef, il Salone Internazionale della Casa</a>, </strong>giunto alla sua 88esima edizione, sar&agrave; a Fiera Milano&nbsp;dal 15 al 18 gennaio. La presentazione del salone 2010 &egrave; avvenuta oggi alla Triennale di Milano, in occasione dell&rsquo;apertura della mostra &lsquo;Macef in Town - Design quotidiano'.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli espositori saranno circa 1.800 </strong>sparsi su 100mila mq ripartiti nei tradizionali quattro settori merceologici: tavola e cucina, regalo, decorazione della casa, bijoux e accessori moda. Quest&rsquo;anno &egrave; stata aggiunta l&rsquo;area &lsquo;Il laboratorio: tradizione e innovazione', dedicata alle produzioni che hanno saputo aggiornare e adeguare la tradizione artigiana alle esigenze del mercato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono attesi almeno 80mila visitatori,</strong> tutti operatori professionali, architetti e designer, progettisti, operatori della comunicazione e del mondo culturale. L&rsquo;ad Fiera Milano, Enrico Pazzali, ha spiegato: "Macef ha l&rsquo;ambizione di diventare il punto di riferimento del prodotto italiano nel mondo". Insomma si tratta di "una manifestazione che continua ad essere un imprescindibile strumento di business non solo per le grandi aziende del settore ma soprattutto per le piccole e medie imprese che trovano negli eventi fieristici l&rsquo;unica piazza di reale portata internazionale per creare nuovi contatti".</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A questo proposito Pazzali ha rivelato: "</strong>Ci avvicineremo alle esigenze del mercato e venerd&igrave; alle 17.30, nel corso della manifestazione, diremo come sar&agrave; il Macef del futuro". Il fine ultimo "&egrave; arrivare al 2015 con un Macef che rappresenter&agrave; il meglio di noi, il meglio dell&rsquo;Italia accanto alle eccellenze mondiali, il meglio di Fiera Milano".</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per testimoniare la sua vicinanze alle piccole medie imprese, </strong>Fiera Milano ha inoltre siglato un accordo di collaborazione con Intesa San Paolo che ha lo scopo di favorire l&rsquo;accesso al credito da parte delle aziende che partecipano a manifestazioni fieristiche. Intesa San Paolo ha destinato a questa operazione un plafond specifico fino a 200 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un'altra novit&agrave; di quest'anno &egrave; 'Macef in Town', </strong>la mostra di design che terminer&agrave; domenica con un&rsquo;asta in favore di Unicef e che rester&agrave; aperta dal 12 al 17 gennaio dalle 10.30 alle 20.30 (il 14 l&rsquo;apertura verr&agrave; prolungata fino alle 23) e culminer&agrave; con l&rsquo;asta di tutti i prodotti esposti alle 16 di domenica 17. Giudice della gara sar&agrave; Filippo Lotti, ad Sotheby&rsquo;s Italia. Il ricavato verr&agrave; interamente devoluto al progetto Unicef di lotta alla mortalit&agrave; infantile in sei Paesi dell&rsquo;Africa centrale e occidentale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gli oggetti della mostra, </strong>proposti da alcuni dei pi&ugrave; interessanti espositori di Macef e selezionati da un art director indipendente, rappresentano il meglio del design per la casa. Alcuni esemplari sono prodotti in serie limitata o addirittura sono pezzi unici. Tra gli oggetti figurano una macchina da caff&egrave;, firmata Bugatti, ricoperta di cristalli; l&rsquo;ultima statuetta in ceramica rimasta della tiratura di 200 pezzi realizzata da Villeroy &amp; Boch per il bicentenario dell&rsquo;azienda; un pezzo dell&rsquo;edizione limitata e gi&agrave; esaurita sul mercato di pentole dal design giocoso Lollypot di Ballarini.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le aziende espositrici della mostra sono 50. </strong>L&rsquo;allestimento si compone di cinque oggetti scenografici, parafrasi di altrettanti momenti di una giornata tipo: una tazza/mug, una penna, le posate, un bicchiere da vino e una collana; disposti all&rsquo;interno del &lsquo;cub&ograve; espositivo della Triennale di Milano. Il progetto di questo spazio &egrave; frutto della matita dell&rsquo;artista Alessandro Gedda, toscano di nascita e newyorkese di adozione, che ha dedicato molte opere alla suggestione celebrativa del brand attraverso le forme e il dinamismo.<br /><br /><a href="http://www.macef.it/">http://www.macef.it</a></p>
<p class="autore" style="text-align: right;">Fonte Agi</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Macef Mag</strong> presenta due volte l&rsquo;anno i temi e l&rsquo;organizzazione del Salone Internazionale della Casa di Milano e al tempo stesso racconta le storie dei settori di riferimento, delle aziende, dei nuovi prodotti.<br /><br />Scopo dell&rsquo;iniziativa &egrave; mostrare &ldquo;dall&rsquo;interno&rdquo; il valore della progettazione, della ricerca, del marketing di migliaia di aziende, spesso molto piccole ma sempre molto creative, che nell&rsquo;era del mercato globale ripongono nel momento fieristico gran parte delle loro aspettative di business, di contatto e di promozione.<br /><a href="http://www.macef.it/macef_mag2009"><br />http://www.macef.it/macef_mag2009</a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>IMG_ARTICOLI_640x480/E_CULTURE/macef-2010.jpg</ulisse_thumb>
            <pubDate>Wed, 13 Jan 2010 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>I 10 anni che cambiarono il mondo</title>
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            <description>Il primo decennio del XXI secolo si chiude con un bilancio non facile, luci e ombre di una fase storica che ha visto cambiare radicalmente il mondo.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>&nbsp;</p>
<div>
<p>L'uomo ha bisogno di semplificare la realt&agrave; che lo circonda, la mente non &egrave; in grado di gestire la complessit&agrave; oltre una certa soglia, assai limitata rispetto all'ambiente in cui viviamo. Questa premessa per giustificare un editoriale di poche righe, scritto in chiusura di un decennio che &egrave; stato incredibilmente ricco di eventi, drammatici ma anche "rivoluzionari" per la portata delle conseguenze che hanno avuto e che avranno in futuro.</p>
<p>In questo contesto, il ruolo della tecnologia e, in particolare, di Internet, &egrave; stato dirompente. La Rete ha conosciuto una diffusione planetaria che, soprattuttto con le connessioni wireless, si &egrave; dimostrata capace di cambiare non solo le modalit&agrave; del lavoro quotidiano ma, soprattutto, lo stile di vita di centinaia di milioni di persone intrecciandosi profondamente con ogni evento.</p>
<p>Il decennio si &egrave; avviato con l'esplosione della "bolla" di Internet ma si conclude con lo strepitoso successo dei social network (e con facebook che ha iniziato a produrre utili dimostrando che anche lo "user generated content" pu&ograve; essere fonte di profitto).</p>
<p>Il crollo delle Twin Towers ha mutato il concetto di sicurezza, stravolto le relazioni fra Paesi, innescato reazioni a catena di cui si vedono le conseguenze ogni giorno sui notiziari di tutto il mondo. Ma &egrave; stato anche un evento che ha visto Internet come unico mezzo di comunicazione fra una New York isolata come mai era successo prima e il resto del pianeta. Un test formidabile sulla reale solidit&agrave; di un mezzo di comunicazione nato con fini militari.</p>
<p>La Cina &egrave; diventata una superpotenza digitale con il maggior numero di utenti Web ma anche con una censura che non accenna a mollare la sua stretta. Gli Stati Uniti hanno avuto, per contro, grazie alla libert&agrave; della Rete, la forza di eleggere Barack Obama, il primo presidente nero della loro storia e autentico "protagonista" del mondo digitale.</p>
<p>La crisi innescata dai mutui subprime americani e poi estesasi a buona parte del mondo ha portato alla constatazione che un certo modo di concepire il liberismo economico era ormai finito. I disastri delle grandi corporation automobilistiche americane e delle istituzioni bancarie seguiti a ruota da un generale declino di quasi tutti i comparti produttivi pi&ugrave; tradizionali si &egrave; accompagnato a una costante crescita dell'economia orientata al Web, dall'e-commerce agli investimenti in comunicazione e marketing.</p>
<p>Poche citazioni da un decennio complesso, sufficienti per constatare che lo sviluppo della societ&agrave; non pu&ograve; essere indifferente a un mutamento radicale nella gestione delle relazioni fra poteri forti e cittadini. Si respira un'aria difficile da interpretare, il vento soffia forte e cambia spesso direzione ma ci sono spazi per veleggiare verso orizzonti nuovi. Occorre avere coraggio per innovare, la long tail ha insegnato che la globalizzazione pu&ograve; offrire grandi opportunit&agrave; anche alle nicchie pi&ugrave; piccole, basta saperle individuare e coinvolgere.</p>
<p>Da un mondo "broadcast" a un mondo "peer to peer", questa l'estrema sintesi dei cambiamenti avvenuti e in corso in ogni settore (anche se molti decision maker non se ne sono ancora accorti).</p>
<p>Concludo questa riflessione con un ringraziamento allo staff di TDB che &egrave; ormai entrato nel suo dodicesimo anno di vita. Giornalisti e professionisti che hanno dedicato del tempo prezioso per condividere con i navigatori idee, pensieri e semplici sensazioni sul mondo digitale e sulle sue infinite implicazioni. Come recita il payoff, TDB &egrave; nata come "rivista indipendente di tecnologie infotelematiche" e continuer&agrave; ad esserlo finch&eacute; trover&agrave; il supporto di persone che credono nella libert&agrave; del Web.</p>
<p>Buon Nuovo Decennio a tutti!</p>
</div>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>IMG_ARTICOLI_640x480/E_WORLD/Earth.jpg</ulisse_thumb>
            <pubDate>Sat, 26 Dec 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>A Torino il 3&#176; Salone Nazionale dell&#146;Imprenditoria Femminile</title>
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            <description>Si svolgerà a Torino il 28 e 29 gennaio 2010, presso il Centro Congressi Torino Incontra, la 3a edizione di GammaDonna, ideata da Valentina Communication, promossa in collaborazione con l’Associazione Nazionale Donne nel Turismo (DnT).
</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p style="text-align: justify;"><img style="float: left;" title="gamma donna 10" src="http://www.thedailybit.net/download/imgnews/GAMMADONNA.PNG" alt="gamma donna 10" />Si svolger&agrave; a<strong> Torino il 28 e 29 gennaio 2010</strong>, presso il Centro Congressi Torino Incontra, la <strong>3a edizione di <a title="Gamma Donna 2010" href="http://www.gammadonna.it/" target="_blank">GammaDonna</a>,</strong> ideata da <strong>Valentina Communication</strong>, promossa in collaborazione con l&rsquo;A<strong>ssociazione Nazionale Donne nel Turismo</strong> (DnT).<br /> <br /> <strong>&ldquo;Economia, etica, equilibrio sociale: nuovi paradigmi per la societ&agrave; post-cri&rdquo;</strong> &egrave; il titolo del Salone: una due giorni di forum, tavole rotonde e workshop che analizzeranno gli sviluppi della crisi e le possibili vie di uscita attraverso interventi non solo di natura economica, ma anche etica e sociale. Ampio spazio sar&agrave; dedicato a opportunit&agrave; e strumenti di networking. Grande attenzione sar&agrave; rivolta alle prospettive aperte ai <strong>giovani</strong>.<br /> <br /> <strong>Creativit&agrave; e innovazione</strong> saranno ancora il filo conduttore dei temi proposti e sviluppati. Presente un&rsquo;area espositiva destinata alle aziende sponsor, a stand/sportelli di Enti Pubblici e Associazioni e alla Vetrina della Creativit&agrave;.<br /> <br /> Il <strong>Salone </strong><strong><a title="Gamma Donna 2010" href="http://www.gammadonna.it/" target="_blank">GammaDonna</a></strong> ha lo scopo di aggregare Imprese, Enti, Istituzioni e Amministrazione Pubblica per il sostegno e la promozione dell&rsquo;iniziativa d&rsquo;impresa &ldquo;al femminile&rdquo;, con lo scopo di dare risposte concrete alle esigenze e ai quesiti di questa realt&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>SCARICA IL PROGRAMMA</strong> <img src="../img_system/icon/pdf.gif" border="0" alt="" /><a class="BoxText" href="../download/imgnews/Programma-Gamma-Donna-2010.pdf" target="_blank"> Programma Gamma Donna 2010 (PDF)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <pubDate>Tue, 22 Dec 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Su Radio 24 blogger scientifici celebrano il Carnevale della Fisica</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=news&amp;action=zoom&amp;id=11209</link>
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            <description>L'appuntamento al 30 novembre 2009, 400 anni dopo le osservazioni che portarono Galileo a usare per la prima volta il cannocchiale per fare nuove scoperte celesti </description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <div class="post hentry uncustomized-post-template"><a name="4908246175712662108"></a>
<h3 class="post-title entry-title"><a href="http://www.gravita-zero.org/2009/11/su-radio-24-presentiamo-il-carnevale.html"><br /></a></h3>
<div class="post-body entry-content">
<p><a href="http://1.bp.blogspot.com/_mab7GJPu_pM/SwnSmKbpiNI/AAAAAAAABIw/qkGMo3lk4qw/s1600/CARNEVALE-DELLA-FISICA-RADIO24.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407084380712175826" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_mab7GJPu_pM/SwnSmKbpiNI/AAAAAAAABIw/qkGMo3lk4qw/s400/CARNEVALE-DELLA-FISICA-RADIO24.jpg" border="0" alt="" width="471" height="188" /></a></p>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
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<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;">Quattrocento anni dopo il giorno in cui Galileo Galilei sollevava il suo cannocchiale al cielo, osservando per la prima volta l&rsquo;oggetto celeste piu&#768; brillante del firmamento: la Luna, partir&agrave; il Carnevale della Fisica.<br /></div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;">Si tratta di un evento storico per l'Italia e la Spagna: ogni 30 del mese infatti centinaia di blogger scientifici si daranno appuntamento per parlare di scienza e in particolare di fisica, una volta al mese.</div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;">L&rsquo;Unione Astrofili Italiani - <a title="UAI - unione astrofili italiani" href="http://www.uai.it" target="_blank">www.uai.it</a> patrocina l&rsquo;iniziativa che partira&#768; contemporaneamente in Spagna sul blog <a title="gravedad cero " href="http://www.gravedad-cero.org" target="_blank">www.gravedad-cero.org</a> e in Italia sul blog <a href="http://www.gravita-zero.org" target="_blank">www.gravita-zero.org</a> e nei mesi successivi verra&#768; ospitata su nuovi blog e siti web che man mano si affiancheranno.</div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;">L&rsquo;obiettivo e&#768; far conoscere <strong>siti e blog scientifici,</strong> sviluppare collaborazioni, far conoscere e apprezzare la fisica in tutti i suoi aspetti e soprattutto fare buona scienza.</div>
<div style="text-align: justify;"><br /></div>
<div style="text-align: justify;">Per l'occasione e per spiegare cosa faranno i blogger durante il carnevale, i blog<span style="font-weight: bold;"> Gravit&agrave; Zero</span> e <span style="font-weight: bold;">Gravedad Cero</span> ospiti del  programma <a href="http://www.moebiusonline.eu/">Moebius</a> di <a href="http://www.moebiusonline.eu/trasmissioni.shtml">Radio 24</a> (la radio del Sole 24 Ore) per parlare del Carnevale della Fisica.<br /><br /></div>
<div style="text-align: justify;">
<div style="text-align: left;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_mab7GJPu_pM/SwnZ2CeAUXI/AAAAAAAABI4/ouXi5UnmDIY/s1600/carlo-ferri-1.png" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5407092350033875314" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 215px; height: 206px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_mab7GJPu_pM/SwnZ2CeAUXI/AAAAAAAABI4/ouXi5UnmDIY/s400/carlo-ferri-1.png" border="0" alt="" /></a>Il nostro autore, <span style="font-weight: bold;"> Carlo</span><span style="font-weight: bold;"> Ferri</span> astrofisico all'Universit&agrave; di Barcellona, ne parla nella trasmissione di  <a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/conduttori.php?id=120">Federico Pedrocchi</a> intervistato da <strong>Mariachiara Albicocco</strong>.<br /><br />Il programma &egrave; sponsorizzato dalla <a href="http://www.fondazionesigmatau.it/">Fondazione Sigma Tau</a>. <span style="text-decoration: underline;"><span style="font-weight: bold;"><br /><br /></span></span><a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/radio24_audio/091121-moebius.mp3"><span style="font-weight: bold;"><span style="font-size: 180%;">Qui </span>&egrave; possibile ascoltare il programma</span></a> andato in onda sabato 21 e in replica domenica 22 novembre 2009.<br /></div>
</div>
<br />
<div style="text-align: justify;"><span id="result_box" class="long_text"><span style="background-color: #ffffff;" title="La noticia tambi&eacute;n ha sido publicada en formato papel en la edici&oacute;n del peri&oacute;dico P&uacute;blico de ayer, tal como muestra la foto a continuaci&oacute;n, e iremos actualizando este post en caso de que otros diarios dediquen unas lineas al Carnaval de la F&iacute;sica." onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'">I</span></span>l Carnevale della Fisica st<span id="result_box" class="long_text"><span style="background-color: #ffffff;" title="La noticia tambi&eacute;n ha sido publicada en formato papel en la edici&oacute;n del peri&oacute;dico P&uacute;blico de ayer, tal como muestra la foto a continuaci&oacute;n, e iremos actualizando este post en caso de que otros diarios dediquen unas lineas al Carnaval de la F&iacute;sica." onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'">a contagiando la blogosfera e la stampa italiana e spagnola, come &egrave; possibile vedere in questo <a style="font-weight: bold;" href="http://www.gravita-zero.org/2009/11/il-carnevale-della-fisica-contagia-i.html">approfondimento</a><span style="font-weight: bold;">.<br /><br /></span></span></span><span id="result_box" class="long_text"><span style="background-color: #ffffff;" title="A parte de las cuatro lenguas oficiales del estado espa&ntilde;ol tambi&eacute;n habr&aacute; alguna contribuci&oacute;n en ingl&eacute;s, sin olvidar las que aparecer&aacute;n en la web del blog italiano de divulgaci&oacute;n y comunicaci&oacute;n cient&iacute;fica Gravit&agrave; Zero." onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'">I</span><span style="background-color: #ffffff;" title="De hecho, el Carnaval de la F&iacute;sica es el fruto de una colaboraci&oacute;n internacional entre Gravedad Cero y su hom&oacute;nimo italiano, y est&aacute; patrocinado por la agrupaci&oacute;n astron&oacute;mica m&aacute;s grande de Italia, la UAI (Unione Astrofili Italiani)." onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'">l <span style="font-weight: bold;">Carnevale della fisica</span> &egrave; il risultato di una collaborazione internazionale di </span></span><span id="result_box" class="long_text"><span style="background-color: #ffffff;" title="De hecho, el Carnaval de la F&iacute;sica es el fruto de una colaboraci&oacute;n internacional entre Gravedad Cero y su hom&oacute;nimo italiano, y est&aacute; patrocinado por la agrupaci&oacute;n astron&oacute;mica m&aacute;s grande de Italia, la UAI (Unione Astrofili Italiani)." onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'"><a href="http://www.gravedad-cero.org/"><span style="font-weight: bold;">Gravedad Cero</span></a> </span></span><span id="result_box" class="long_text"><span style="background-color: #ffffff;" title="De hecho, el Carnaval de la F&iacute;sica es el fruto de una colaboraci&oacute;n internacional entre Gravedad Cero y su hom&oacute;nimo italiano, y est&aacute; patrocinado por la agrupaci&oacute;n astron&oacute;mica m&aacute;s grande de Italia, la UAI (Unione Astrofili Italiani)." onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'">e del suo omonimo italiano </span></span><span id="result_box" class="long_text"><span style="background-color: #ffffff;" title="De hecho, el Carnaval de la F&iacute;sica es el fruto de una colaboraci&oacute;n internacional entre Gravedad Cero y su hom&oacute;nimo italiano, y est&aacute; patrocinado por la agrupaci&oacute;n astron&oacute;mica m&aacute;s grande de Italia, la UAI (Unione Astrofili Italiani)." onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'"><a href="http://www.gravita-zero.org/"><span style="font-weight: bold;">Gravit&agrave; Zero</span></a></span></span><span id="result_box" class="long_text"><span style="background-color: #ffffff;" title="De hecho, el Carnaval de la F&iacute;sica es el fruto de una colaboraci&oacute;n internacional entre Gravedad Cero y su hom&oacute;nimo italiano, y est&aacute; patrocinado por la agrupaci&oacute;n astron&oacute;mica m&aacute;s grande de Italia, la UAI (Unione Astrofili Italiani)." onmouseover="this.style.backgroundColor='#ebeff9'" onmouseout="this.style.backgroundColor='#fff'">, ed &egrave; patrocinato dall'Associazione Astronomica di pi&ugrave; grande d'Italia, l'<a href="http://www.uai.it/"><span style="font-weight: bold;">UAI</span></a> (Unione Astrofili Italiani).</span></span><br /><br />Per l'occasione &egrave; stato appositamente creato un <span style="font-weight: bold;">social network</span> a cui tutti possono partecipare:<br /><a href="http://www.carnevaledellafisica.ning.com/"><span style="font-weight: bold;">www.carnevaledellafisica.ning.com</span></a><br /><br /><span style="font-weight: bold;">Comunicato stampa:</span> <a href="http://www.slideshare.net/gravitazero/carnevale-della-fisica">www.slideshare.net/gravitazero/carnevale-della-fisica</a><br /><br /><span style="font-weight: bold;">Leggi anche: </span><a title="Link Permanente: El Carnaval de la F&iacute;sica en los medios de comunicaci&oacute;n" rel="bookmark" href="http://gravedad-cero.org/2009/11/20/el-caranval-de-la-fisica-en-los-medios-de-comunicacion/">El Carnaval de la F&iacute;sica en los medios de comunicaci&oacute;n</a><br /><span style="color: #ffffff;">.</span><br /><br />
<div class="post-body entry-content">
<p><a href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-11/12/il-carnevale-della-fisica.aspx" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"><img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403193926528188146" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px; height: 389px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_80VM5cUIrNc/SvwAP7NCvvI/AAAAAAAAEUs/0d9ko8NWCOM/s400/carnevale-della-fisica.gif" border="0" alt="" /></a></p>
</div>
</div>
</div>
</div> ]]></ulisse_descHTML>
            <pubDate>Mon, 23 Nov 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Cablare senza cavi per una connessione superveloce</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&amp;action=zoom&amp;id=2545</link>
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            <description>Uno degli ostacoli principali alla realizzazione di reti efficienti in abitazioni e uffici è la necessità di posare dei nuovi cavi, con i tempi e i costi che ciò comporta. La soluzione alternativa è l'utilizzo della rete elettrica.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>La diffusione sempre pi&ugrave; capillare della rete Internet sta portando alla diffusione di nuove applicazioni i cui protagonisti sono apparecchi che, fino a non molto tempo fa, non erano&nbsp;minimamente&nbsp;coinvolti dall'esigenza di essere connessi. Un forte impulso verso questo tipo di convergenza digitale in ambito home viene dalla&nbsp;<span><a href="http://www.dlna.org" target="_blank">Digital Living Network Alliance</a></span><a href="http://www.dlna.org" target="_blank">&nbsp;(</a><span><a href="http://www.dlna.org" target="_blank">DLNA</a></span>) che consente di condividere documenti audiovisivi residenti su dispositivi diversi all'interno di un network. Sul televisore si pu&ograve; quindi vedere un film residente su un computer mentre l'impianto hi-fi riproduce musica proveniente da un sistema di storage condiviso.</p>
<p>Per poter mettere in pratica questo tipo di opportunit&agrave; occorre per&ograve; disporre di un'abitazione cablata e non sempre il Wi-Fi pu&ograve; rappresentare una soluzione alternativa valida, sia per una questione di banda effettivamente disponibile, sia perch&eacute; molti dispositivi non dispongono ancora di una connessione Wi-Fi nativa (per esempio i televisori).</p>
<p>E' chiaro che se esiste la possibilit&agrave; di intervenire strutturalmente posando una rete Ethernet si risolvono a monte tutti i problemi ma questo significa posare nuovi cavi, con tempi e costi significativi. Non si tratta certamente di una soluzione consigliabile a chi desidera semplicemente creare un network efficiente con costi contenuti e senza dover scomodare elettricisti e muratori.</p>
<p>Sul mercato esistono da tempo soluzioni alternative basate sull'impiego della rete elettrica per il trasferimento dei dati ma la loro efficienza ha raggiunto livelli di eccellenza solo in tempi recenti. Per testare sul campo questo tipo di soluzione, semplice ed economica, TDB ha colto l'occasione del lancio del nuovo&nbsp;kit HomePlug NetPower 302 AV di <a href="http://www.atlantisland.it" target="_blank">Atlantis Land</a> che, sulla carta, si presenta con caratteristiche di assoluto rilievo.</p>
<p><!--StartFragment--><span>La tecnologia HomePlug AV, utilizzando almeno due dispositivi, crea una sorta di circuito capace di raggiungere una velocit&agrave; di link di 200 Mbps grazie al nuovo chipset INT6400 di Intellon, il quale consente anche un risparmio energetico del 30% rispetto alla versione precedente.</span><!--EndFragment--></p>
<p>Grazie all'efficientissimo ufficio stampa <a href="http://www.atlantisland.it" target="_blank">Atlantis Land</a>, veniamo rapidamente in possesso di una coppia di dispositivi&nbsp;<!--StartFragment--><span>NetPower 302 AV</span>&nbsp;con l'obiettivo di creare una rete capace di connettere pi&ugrave; dispositivi: un HDTV Sony, un Mac Mini, una Apple TV, un Time Capsule e una Playstation 3.</p>
<p>Volendo testare a fondo soprattutto la semplicit&agrave; di installazione e avendo l'obiettivo di trasformare l'HDTV nel vero "centro digitale" della casa, trasferiamo la "fonte" della connessione Fastweb attraverso il&nbsp;NetPower 302 AV&nbsp;portandola nella stessa presa elettrica a cui &egrave; connessa l'HDTV e utilizziamo Time Capsule come hub grazie alle sue tre porte Ethernet integrate. In questo modo HDTV, Mac Mini, Apple TV e Playstation risultano connessi in rete senza apparecchi aggiuntivi e con la massima semplicit&agrave;. Time Capsule, inoltre, fornisce anche la connessione Wi-Fi a dispositivi "di passaggio" come iPhone e portatili.</p>
<p>Finito il piccolo trasloco di apparecchiature non rimane che accenderle e verificare se i&nbsp;NetPower 302 AV svolgono bene il loro compito di "decentralizzare" la connessione dal dispositivo Fastweb, per forza di cose vicino alla presa telefonica, al soggiorno dove si trova l'HDTV e le altre apparecchiature citate. Detto fatto, incredibilmente (per chi &egrave; abituato ad aver a che fare con configurazioni complesse), tutto funziona immediatamente senza alcun intervento! Questo &egrave; un autentico esempio di "tecnologia trasparente", realmente user friendly e della massima efficienza. I led incorporati nei NetPower 302 AV lampeggiano confermando che i dati fluiscono correttamente e la navigazione Web visualizzata sui 40" dell'HDTV risulta fluida e gratificante.</p>
<p>Questo semplice test ha dimostrato come, oggi, sia possibile portare la connessione Internet in qualunque punto di un'abitazione senza interventi tecnici o strutturali, a basso costo e con un elevato livello di affidabilit&agrave;. Da una ricerca su Kelkoo il kit di due apparecchi&nbsp;NetPower 302 AV risulta in vendita a poco pi&ugrave; di cento Euro, una cifra decisamente abbordabile, soprattutto considerando la qualit&agrave; della soluzione.</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>IMG_ARTICOLI_640x480/LABORATORIO/kit-PL302AV.gif</ulisse_thumb>
            <pubDate>Fri, 06 Nov 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Sarkozy contro i Pirati 2 &#45; La rivincita</title>
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            <description>Clamoroso colpo di spugna del Consiglio Costituzionale francese che, contravvenendo ai rilievi precedentemente mossi a carico del provvedimento, approva il disegno di legge "anti-pirateria" voluto dal premier.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">Sul fronte della battaglia che ormai da quasi un anno oppone il governo francese guidato da Nikola Sarkozy, che si &egrave; pi&ugrave; volte esposto in prima persona sulla vicenda, e le associazioni che tutelano i diritti degli utenti di internet contro l&rsquo;aggressivit&agrave; delle leggi proposte dalla cosiddetta Loi Cr&eacute;ation et Internet, meglio nota come la &ldquo;dottrina Sarkozy&rdquo; in tema di telecomunicazioni, si registra un clamoroso ed inatteso colpo di scena. Nella giornata di gioved&igrave; 22 ottobre scorso, il Consiglio Costituzionale, arbitro e garante della conformit&agrave; giuridica del provvedimento, che in un primo momento aveva dichiarato inammissibile il pacchetto di norme promulgato dall&rsquo;esecutivo francese, ha ribaltato il suo parere e, dopo un secondo vaglio, ha ratifica un sostanziale nulla osta all&rsquo;entrata in vigore del disegno di legge. <br /><br />Vengono cos&igrave; repentinamente cancellate tutte le perplessit&agrave; espresse e motivate dalla stessa Consulta e che vertevano, di massima, su tre punti: a) la liceit&agrave; di una misura cautelare che prevede il taglio della connessione ad internet, con tutto ci&ograve; che comporta anche in termini di servizi telefonici compresi nella fornitura, nei confronti chi &egrave; sorpreso per pi&ugrave; due volte nell&rsquo;atto di scaricare materiale protetto da copyright dopo essere stato privatamente avvertito; b) il fatto che l&rsquo;accertamento del suddetto reato e la relativa comminazione delle pene fosse arrogato ad una commissione denominata HADOPI (Haute Autorit&eacute; pour la Diffusion des Oeuvres et la Protection des Droits sur Internet) scavalcando di fatto l&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria preposta; c) il pi&ugrave; che fondato dubbio che il procedimento giudiziario abbreviato d&rsquo;innanzi alla suddetta commissione violasse le norme sul giusto processo impedendo di fatto all&rsquo;imputato di organizzare una difesa, con un&rsquo;udienza e un dibattimento degno di questo nome. <br /><br />Una sola obiezione &egrave; stata sollevata dopo il riesame da parte della consulta: una parziale modifica dell'articolo 6 della legge <a href="http://www.01net.com/editorial/507681/hadopi-2-le-conseil-constitutionnel-valide-la-quasi-totalite-du-texte/" target="_blank">ha stabilito</a> che le sanzioni e l'entit&agrave; del risarcimento dei danni da abbattere sul cittadino siano fissate per legge e non valutate caso per caso nel corso del processo abbreviato al quale sar&agrave; sottoposto l'accusato. Per il resto le disposizioni governative originariamente previste rimangono de facto inalterate: gi&agrave; dai primi mesi del 2010 i cittadini francesi colti in fallo sperimenteranno sulla loro pelle le restrizioni previste dal governo per chi viola, in qualsiasi modo, le leggi sul copyright e il diritto d&rsquo;autore. Queste, pi&ugrave; nel dettaglio, le sanzioni che saranno poste in essere: fino a 3.750 euro e la sospensione delle connessione per un mese per coloro che, negligenti, non impediscano a terzi l&rsquo;accesso alla propria connessioni per fini illegali; un massimo di tre anni di carcere, una multa che potrebbe sfiorare i 300mila euro alla quale si aggiunger&agrave; la compensazione ai detentori dei diritti, e un massimo di un anno di confino offline, per coloro che ignorino gli avvertimenti emessi dall'HADOPI.</p>
<p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;">L&rsquo;improvvisa e, concedetecelo, contraddittoria risoluzione della Consulta francese sembra fare il paio con l&rsquo;accantonamento dell&rsquo; emendamento 138 al Pacchetto Telecom discusso dal Parlamento Europeo in queste stesse settimane. Tale mozione avrebbe dovuto assicurare una tutela dal rischio che politiche restrittive sul tema della pirateria come quelle messe in atto dal governo francese si potessero estendere indiscriminatamente a tutti gli utenti dell&rsquo;Unione. <br /><br />La strada &egrave; gi&agrave; tracciata?</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>IMG_ARTICOLI_640x480/pirateria-sarkozy_2.jpg</ulisse_thumb>
            <pubDate>Sun, 25 Oct 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>YouTube EDU ora parla italiano</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&amp;action=zoom&amp;id=2543</link>
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            <description>Il servizio, dopo il successo in USA, viene esteso ad altri sette paesi: Italia, Francia, Olanda, Spagna, Gran Bretagna, Russia e Israele.
</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;">Sicuramente avrete sentito gi&agrave; parlare di YouTube EDU (<a href="http://www.youtube.com/edu">www.youtube.com/edu</a>)</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;">Dopo il successo riscontrato negli Stati Uniti, da oggi questo sistema (chi ha installato iTunes lo trova anche tra i podcast disponibili) viene esteso ad altri sette paesi: Italia, Francia, Olanda, Spagna, Gran Bretagna, Russia e Israele.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">Questo hub, presente sulla popolare piattaforma per la condivisione di video online, permette di accedere rapidamente ai canali di tutti gli atenei partner dell&rsquo;iniziativa e ricercare al loro interno contenuti educativi ed informativi.  <strong>Universit&agrave; Bocconi</strong> e <strong>Politecnico di Milano </strong>sono i primi atenei italiani ad aderire al progetto. <strong>Altre universit&agrave; che volessero farne parte,</strong> possono inviare richiesta all&rsquo;indirizzo email: youtube_edu_it@google.com</div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">Si tratta di una straordinaria opportunit&agrave; di visibilit&agrave; offerta alle universit&agrave; del nostro paese per essere ancora pi&ugrave; facilmente reperibili, ad esempio, dai giovani che devono decidere verso quale ateneo orientarsi e che hanno cos&igrave; modo di conoscere l&rsquo;organizzazione, i corsi, la vita dei campus con l&rsquo;immediatezza e l&rsquo;efficacia della comunicazione video.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">I canali YouTube delle universit&agrave; possono inoltre proporsi come un vero e proprio luogo per il dialogo e lo scambio di idee, come avviene sul canale del Politecnico di Milano, dove i docenti intervengono commentando l&rsquo;attualit&agrave;, e su quello della Bocconi, dove tra gli altri sono disponibili i video di eventi organizzati dall&rsquo;ateneo.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">YouTube EDU &egrave; una sorta di &lsquo;bacheca globale&rsquo; che racchiude contenuti di vario interesse legati al mondo delle universit&agrave;, utili per chi cerca informazioni sui corsi e sui campus o per chi si &egrave; gi&agrave; laureato, ma vuole tenersi in contatto con la vita e le iniziative culturali della sua ex universit&agrave;".</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Qui di seguito alcuni esempi di video che si possono trovare sui canali di&nbsp;<span style="font-weight: normal;"><strong>Bocconi e PoliMI:</strong> <strong> </strong></span></strong>
<p><strong><strong> UNIVERSITA&rsquo; BOCCONI &nbsp;</strong></strong></p>
</div>
<p>Every year, more and more students come to Milan from all over the world to experience the many opportunities that Bocconi makes available for international students.</p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=OjpWl7Ws0wg">http://www.youtube.com/watch?v=OjpWl7Ws0wg</a></div>
<p>Il Rettore Guido Tabellini, presenta il canale YouTube dell&rsquo;ateneo</p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=XUP2967wufQ">http://www.youtube.com/watch?v=XUP2967wufQ</a></div>
<p>Intervento del Professor Robert Merton, Premio Nobel 1997<br /><a href="http://www.youtube.com/watch?v=JQFWC3WeIwo">http://www.youtube.com/watch?v=JQFWC3WeIwo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;"><strong>POLITECNICO DI MILANO</strong></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">Il Rettore Giulio Ballio presenta il Politecnico di Milano</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=8FmsKAQePpE">http://www.youtube.com/watch?v=8FmsKAQePpE</a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">La scienza in Piazza - Questa grande manifestazione avvicina la scienza al grande pubblico attraverso laboratori interattivi, exhibit, spettacoli, giochi online ed incontri con ricercatori e scienziati.</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Lh7z_1fiJIk">http://www.youtube.com/watch?v=Lh7z_1fiJIk</a></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: justify;">Galleria del vento</div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Hfc6Z-SGnFA">http://www.youtube.com/watch?v=Hfc6Z-SGnFA</a></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="color: #ffffff;">..</span></div> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>IMG_ARTICOLI_640x480/TEST_PROVE/youtube-edu.jpg</ulisse_thumb>
            <pubDate>Sun, 04 Oct 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>La Federazione Italiana Editori e Giornalisti contro Google</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&amp;action=zoom&amp;id=2542</link>
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            <description>Nella giornata di venerdì 4 settembre s’è consumato un altro significativo capitolo della controversia legale che, da una settimana a questa parte, oppone la FIEG (Federazione Italiana Editori e Giornalisti) a Google Italy.</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Nella giornata di venerd&igrave; 4 settembre s&rsquo;&egrave; consumato un altro significativo capitolo della controversia legale che, da una settimana a questa parte, oppone la FIEG (Federazione Italiana Editori e Giornalisti) a Google Italy, directory italiana del colosso telematico americano.</p>
<p style="text-align: justify;">L&rsquo;Autorit&agrave; garante della concorrenza e del mercato, chiamata in causa da un esposto dell&rsquo;organo di rappresentanza della stampa nazionale, ha infatti deciso di estendere l&rsquo;istruttoria anche alla capogruppo Google Inc., in quanto "in base agli accertamenti ispettivi effettuati dall'Autorit&agrave;", emerge che la gestione del servizio Google News Italia, pietra dello scandalo e oggetto del provvedimento, sia effettuata dalla societ&agrave; Google Inc.<span><br /> <br /> </span>Ora, fatto il punto della situazione, vediamo di riepilogare come, a questo punto, s&rsquo;&egrave; potuti arrivare a partire dalla denuncia presentata all&rsquo;Antitrust dalla stessa FIEG in data 27 agosto che, com&rsquo;era prevedibile, ha avuto una larga eco nel mondo dei media e dell&rsquo;informazione. L&rsquo;iniziativa, gi&agrave; nell&rsquo;aria da parecchio tempo e ampiamente annunciata dal presidente Carlo Miglionico, &egrave; stata promossa allo scopo di <em>&ldquo;per verificare se i comportamenti della societa&rsquo;, in considerazione della sua indiscussa predominanza nella fornitura di servizi di ricerca on line, siano idonei ad incidere indebitamente sulla concorrenza nel mercato della raccolta pubblicitaria on line e a consolidare la sua posizione nella intermediazione di spazi pubblicitari</em>&rdquo;. <span><br /> <br /> </span>Ma, in concreto quali sono le accuse mosse alla sezione italiana dedicata alla raccolta e alla indicizzazione delle notizie del famoso motore di ricerca?<span><br /> </span>Nel documento, dietro l&rsquo;accusa generica di rivestire una posizione dominante nel campo dell&rsquo;informazione e dei servizi on-line e di penalizzare, attraverso il perseguimento della stessa, il mondo dell&rsquo;editoria italiana, si possono individuare in realt&agrave; un numero distinto di capi di imputazione. <span><br /> <br /> </span>Il primo, attorno al quale poi&nbsp; ruotano tutti gli altri, &egrave; che la pagina di Google si basi indebitamente su contenuti giornalistici altrui, utilizzandoli in modo gratuito e senza l&rsquo;esplicito consenso di chi ne detiene i diritti per lo sfruttamento . Cos&igrave; facendo, secondo l&rsquo;analisi dei legali della Federazione, causerebbe agli effettivi produttori delle notizie un danno in termini di introiti pubblicitari a tutto vantaggio delle casse della multinazionale, rafforzando ancora di pi&ugrave; la posizione di quest&rsquo;ultima come mediatrice nel mercato che coinvolge investitori ed editori. Un danno economico che andrebbe ad aggiungersi a quello derivante da una mancata remunerazione per la pubblicazione di contenuti editoriali in una sede diversa rispetto a quella per cui erano stati originariamente concepiti. <span><br /> <br /> </span>Un altro punto verte sulla mancanza di trasparenza dei sistemi di aggregazione e di indicizzazione delle notizie messi in atto, sempre secondo la FIEG, &ldquo;secondo criteri non pubblici regolati da un algoritmo coperto da segreto industriale&rdquo;. In questo caso ad essere messe in discussione sono le pratiche tecnologiche con cui Google stabilisce la presenza e il posizionamento degli articoli presenti sul portale Google News Italia, &ldquo;determinando unilateralmente la visibilit&agrave; degli annunci e il livello di preminenza dato ad alcuni rispetto ad altri, potendo favorire un soggetto a scapito di un altro&rdquo;. <span><br /> <br /> </span>Un terzo, ma non meno importante, motivo di conflitto fra le due parti in causa sarebbe rappresentato dal fatto che, qualora una testata o un gruppo editoriale chiedesse di essere escluso dalla selezione di notizie che ogni giorno viene stilata on-line, questo di fatto comporterebbe anche la sua esclusione da Google search. In altre parole i contenuti in questione non potrebbero pi&ugrave; essere raggiungibili da un potenziale utente digitandone normalmente le parole chiave sul motore di ricerca. <span><br /> <br /> </span>Chiamata cos&igrave; esplicitamente in causa e minacciata da eventuali provvedimenti giudiziari, la replica della compagnia non s&rsquo;&egrave; fatta attendere. Google News ha ribattuto colpo su colpe alle accuse rivoltegli precisando che:<span><br /> <br /> </span>&nbsp;1) l&rsquo;indicizzazione e la pubblicazione riguarda soltanto i titoli e alcune parole estrapolate per riassumere ai lettori il senso dei contenuti, mentre per quanto riguarda l&rsquo;articolo vero e proprio, cliccando sul titolo, si viene immediatamente reindirizzati alla pagina della testata di provenienza. Secondo loro non c&rsquo;&egrave; motivo di pagare per contenuti che vengono di fatto &ldquo;pubblicizzati&rdquo; non &ldquo;pubblicati&rdquo; senza permesso al di fuori del loro contesto. <span><br /> <br /> </span>2) la suddetta indicizzazione, e la conseguente visibilit&agrave; che ne deriva, non pu&ograve; che avere esiti positivi per le testate o i siti che, di volta in volta, vi appaiono: maggiore visibilit&agrave; vuol dire un maggior numero di accessi e di lettori (si parla di un aumento medio del 25-30 %) e un maggior numero di utenti vuol dire poter negoziare contratti pubblicitari pi&ugrave; ricchi. <span><br /> <br /> </span>3) <strong>Google News</strong> non costringe nessuno ad essere indicizzato contro la propria volont&agrave;. Infatti in molti casi &egrave; l&rsquo;esatto contrario: &egrave; necessario avanzare esplicita richiesta perch&eacute; il proprio sito sia incluso ed &egrave; comunque sempre disponibile una &ldquo;strategia d&rsquo;uscita&rdquo;, un&rsquo; &ldquo;<span>opt out</span>&rdquo;, che non prevede affatto l&rsquo;automatica esclusione dal motore di ricerca dell&rsquo;azienda di Mountain View.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In attesa che l&rsquo;esame dell&rsquo;Antitrust italiano giunga al suo inevitabile pronunciamento e lungi dal voler prendere&nbsp; a tutti i costi una posizione in merito ad una questione tanto sfuggente e spinosa, ci sentiamo comunque in dovere di esporre al giudizio del lettore ad alcune considerazioni conclusive. <span><br /> <br /> </span>La prima &egrave; che l&rsquo;iniziativa intrapresa dalla FIEG&nbsp; s&rsquo;inscrive in un contesto internazionale&nbsp; di lenta ed inevitabile ridefinizione di ambiti e ruoli fra un&rsquo;editoria che, pur avendo raccolto la sfida del futuro attraverso edizioni on-line ed altri esperimenti in tal senso, si fonda ancora su un&rsquo;impostazione piuttosto tradizionale e le indefinite potenzialit&agrave;, ma anche la precaria governabilit&agrave;, introdotte dai nuovi media, con internet, ovviamente, in testa. E che, sia in termini legali che concettuali, non rappresenta una novit&agrave; assoluta. Gi&agrave; due anni fa Sam Zell, editore della Tribune e di alcuni dei pi&ugrave; grandi quotidiani americani, si chiedeva se, all&rsquo;interno di un ripensamento delle risorse economiche dell&rsquo;industria editoriale, non fosse legittimo porre la questione di un riutilizzo a pagamento dei contenuti giornalistici su internet: contenuti che, secondo il suo punto di vista, fanno la differenza rispetto ai blog e al giornalismo partecipativo perch&eacute; scritti da professionisti e supportati da costi non indifferenti. E un altro precedente &egrave; rintracciabile,sempre nel 2007 , in Belgio, dove, analogamente a quanto avviene ora nel nostro paese, un&rsquo;associazione di editori, costituendosi parte lesa contro la &ldquo;grande G&rdquo;, ha vinto la causa per violazione della legge sul copyright. <span><br /> <br /> </span>In secondo luogo viene da chiedersi se questo attacco frontale per vie giudiziarie che ha gi&agrave; avuto come primo effetto quello di spaccare in due l&rsquo;opinione pubblica e il mondo dell&rsquo;informazione - da una parte i professionisti e i sostenitori della stampa tradizionale che vedono in essa un risarcimento nei confronti dell&rsquo;illegalit&agrave; diffusasi nel loro settore per colpa della tripla W, dall&rsquo;altra blogger, internauti, piccola editoria, che temono con questa manovra di vedere ulteriormente limitate le risorse a loro disposizione e, in parte, la stessa fruibilit&agrave; dell&rsquo;informazione- sia una proficua strategia per combattere la crisi economica che attanaglia i soggetti sociali ed economici coinvolti o solo l&rsquo;ennesimo boomerang pronto a ritorcersi contro chi l&rsquo;ha scagliato.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>IMG_ARTICOLI_640x480/OSSERVATORIO/goog-01.jpg</ulisse_thumb>
            <pubDate>Mon, 07 Sep 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>WideNoise&#58; il rumore &#232; molto social</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&amp;action=zoom&amp;id=2541</link>
            <guid>http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&amp;action=zoom&amp;id=2541</guid>
            <enclosure url="http://www.thedailybit.net/download/IMG_ARTICOLI_640x480/STORIE_INTERVISTE/widenoise.jpg" length="64836" type="image/jpeg"/>
            <description>Un sensore, una mappa, un iPhone. Non occorre di più per monitorare l’inquinamento acustico con WideNoise, applicazione messa a punto da WideTag Inc., una startup operativa in Usa e Italia. </description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>"just read 115.8db of rock concert noise here: http://widenoise.com/ZZK1k22".  <br />"just read 20.6db of feather noise here: http://widenoise.com/Ps8tmxa".</p>
<p>Se per qualcuno questi cinguettii (tweet per i <a href="http://twitter.com">Twitter</a> aficionados)  possono sembrare un tantino criptici, non lo sono per i possessori di iPhone e iPod Touch che, grazie a <a href="http://www.widetag.com/widenoise/" target="_blank">Widenoise</a> sono in grado di monitorare il grado di inquinamento acustico circostante, segnalandolo su una mappa interattiva. Segni particolari: acquistabile a 1,99 US$ su AppStore e segnalazione sul blog del New York Times.</p>
<p>Per saperne di pi&ugrave;, The Daily Bit ha chiesto lumi direttamente a Leandro Agr&ograve;, amministratore delegato di <a href="http://www.widetag.com" target="_blank">WideTag Inc</a>, la startup che ha sviluppato questa curiosa (e utile) applicazione.</p>
<p><strong>The Daily Bit</strong>: Partiamo dal successo di WideNoise: come spiegheresti a un bambino che cosa &egrave; e a cosa serve WideNoise ?<strong><br />Leandro Agr&ograve;</strong>: Un modo molto "interattivo" sarebbe quello di spronare il bambino a produrre un rumore battendo qualcosa o anche solo le sue mani, e poi provare a comprendere insieme quale rumore sia pi&ugrave; forte. Solo dopo mostrerei "widenoise" come strumento per sapere qual'&egrave; il rumore pi&ugrave; forte e - usando anche le categorie di rumorosit&agrave; di widenoise - giocherei ancora provando a indovinare a cosa "assomigliano" i rumori che provocheremmo - insieme - il bambino e io.</p>
<p><strong>TDB</strong>: Che cosa sono le categorie di WideNoise?<br /><strong>Leandro Agr&ograve;</strong>: Sono le aree il cui livello di rumorosit&agrave; &egrave; comparabile a questi rumori: per esempio il lieve russare di un gatto (sleeping cat), il volume di una televisione (television noise area), quello di un auto o di un dragster, di un concerto rock o altro.</p>
<p><strong>TDB</strong>: Curiosando sul sito di WideTag - l'azienda di cui sei cofondatore con Roberto Ostinelli e David Orban - che si occupa di "internet delle cose" si parla di applicazioni legate a temi ambientali (penso a <a href="http://www.widetag.com/products/widetag-social-energy-meter/" target="_blank">Social Energy Meter</a>). Quali sono e perch&eacute; questa scelta?<br /><strong>Leandro Agr&ograve;</strong>: beh, noi ci occupiamo di "Massive Data Collection". Si tratta di scenari applicativi "dove tutto parla", citt&agrave;, territori, persone, sensori, etc. e poche applicazioni sono massive ed in tempo reale come quelle ambientali. &#8232;D'altro canto oggi non c'&egrave; tecnologia che possa non tenere conto dei suoi impatti, come non c'&egrave; design che possa avere senso se non centrato sulla sua sostenibilit&agrave; ambientale. &#8232;E non serve essere un ambientalista per capire che oggi &egrave; pi&ugrave; facile far parlare e commercializzare dei prodotti che siano in sintonia con un pianeta connesso e sostenibile.</p>
<p><strong>TDB</strong>: E' vera l'impressione che ho avuto curiosando nel sito WideTag, che la ricerca e le applicazioni che sviluppate riportano l'uomo al centro della tecnologia e non, al contrario, come un accessorio della tecnologia fine a se stessa?<br /><strong>Leandro Agr&ograve;</strong>: Noi siamo una software company che si &egrave; scelta un compito davvero difficile, ma nonostante ci si occupi quotidianamente di protocolli, architetture e come tali spesso invisibili, restiamo una design driven company.</p>
<p><strong>TDB</strong>: Spime, Internet delle cose, web 3.0: si pu&ograve; dire che comuni denominatori siano interazione e integrazione?<br /><strong>Leandro Agr&ograve;</strong>: interoperabilit&agrave; innanzi tutto. Poi, secondo me, si tratter&agrave; soprattutto di dare una dimensione "social" - e qui intendo legata agli approcci dei network sociali - alle tecnologie che usiamo quotidianamente. Anche quelle hardware. Anche quelle tipicamente "trasparenti" da utilities. Proprio come nel caso di <a href="http://www.widetag.com/products/widetag-social-energy-meter/" target="_blank">Social Energy Meter</a>, per il quale c'&egrave; un bel video sul sito WideTag.</p>
<p><strong>TDB</strong>: Uno sguardo al passato: sei stato tra i creatori di <a href="http://www.idearium.org">Idearium</a>, una comunit&agrave; che opera su Second Life. Che fine ha fatto Second Life? E' stata una bolla?<br /><strong>Leandro Agr&ograve;</strong>: Idearium &egrave; un grande cantiere per le idee che ha fornito opportunit&agrave; a tantissime persone. Pur trattandosi di una iniziativa del tutto non profit, nel suo momento di maggiore espansione ha avuto attivit&agrave; sul web, in Second Life, attraverso i drinklink (meeting informali antesignani dei barcamp) con tutto poi che sfocia nella conferenza annuale <a href="http://frontiers.dolmedia.tv&#8232;" target="_blank">Frontiers of Interaction</a>. &#8232;Adesso esistono i social network e ci sono i blog. Tutte cose che nel 2000 potevamo soltanto sognare. Cos&igrave; le altre attivit&agrave; di community interne a Idearium sono un p&ograve; finite nel back burner, mentre la conferenza annuale &egrave; letteralmente esplosa.&#8232;&#8232;In merito a SL: Nessuna bolla. Lo dice uno che non ha mai "lavorato" in SL con la mira del guadagno, mentre ne ha sempre fatto una casa per imparare. &#8232;&#8232;Second Life &egrave; - ancora oggi - una incredibile palestra. Da poche tecnologie ho avuto modo di imparare cos&igrave; tanto in merito a noi umani, come con SL. Nel mio periodo di maggiore attivit&agrave; in SL, il mio lavoro erano gli assistenti virtuali. Vivere all'incrocio tra la strada dei mondi digitali visitati e vissuti da umani, con quella delle entit&agrave; software con interfacce emotive - magari esperite da web e telefonino - &egrave; senz'altro stato un periodo fantastico. &#8232;Non dimenticher&ograve; facilmente lo speech tenuto al <a href="http://www.baychi.org/" target="_blank">BayCHI&nbsp;</a> in uno dei building di Yahoo! e la successiva pubblicazione delle nostre storie per la bibbia della grafica Communication Arts.&#8232;&#8232;Tornando a SL.&nbsp; C'&egrave; stata invece una "bolla mediatica". Un po' come quei tormentoni di invenzione giornalistica. Ma questo genere di bolle per fortuna sono prive di conseguenze rilevanti.</p>
<p><strong>TDB</strong>: Perch&eacute; i social network stanno crescendo cos&igrave; in fretta? Pu&ograve; dipendere dalla immediatezza di utilizzo? Dallo sviluppo di dispositivi mobili sempre meno costosi che permettono di essere sempre connessi?<br /><strong>Leandro Agr&ograve;</strong>: Hai senz'altro centrato alcuni dei fattori pi&ugrave; significativi. Anche se&nbsp; - in verit&agrave;&nbsp; - iPhone o Gphone - senza reali flat per la banda - costano ancora parecchio. &#8232;Sul fronte immediatezza d'uso, una bassa curva di adozione &egrave; uno dei principali step per la diffusione e l'adozione di una tecnologia. E l'adozione - si sa - &egrave; l'unico darwinistico principio per la sopravvivenza e l'evoluzione delle tecnologie. Al contempo... &#8232;Si potrebbe semplicemente dire che Internet &egrave; sempre stata una rete di persone (e non di computer) e che adesso - finalmente - queste persone hanno davvero gli strumenti per stare in collegamento tra loro. Siamo una unica societ&agrave; diffusa,  al momento, su un singolo piccolo pianeta.</p>
<p><strong>TDB</strong>: Quale applicazione (per iPhone o altro) che vorresti o ti piacerebbe utilizzare non &egrave; ancora stata ideata/realizzata?<br /><strong>Leandro Agr&ograve;</strong>: Se avessi adeguato tempo e denaro svilupperei qualcosa in ambito augmented reality in ambito... beh... facciamo cos&igrave;: SE avessi in mente una applicazione ancora NON realizzata, mi guarderei bene dal raccontarla pubblicamente, mentre preferirei nutrirla, accrescerla, condividerla con i talenti dei soliti amici.</p>
<p><strong>TDB</strong>: Oggi la tua vita professionale si divide tra Italia e Stati Uniti: pregi e difetti del lavoro di qua e di l&agrave; dell'Atlantico.<br /><strong>Leandro Agr&ograve;</strong>: Aldil&agrave; dei metodi per il lavoro a distanza per cui siamo finiti persino su un articolo prossimamente su Glamour... Al momento, e non solo per mia scelta, io mi sento ancora un apprendista di questo modello transoceanico. La fase in mezzo tra essere un turista della Silicon Valley e farne parte veramente &egrave; intrisa di difficolt&agrave; pratiche, burocratiche, economiche e fiscali.&#8232; Certo, dopo il vero "decollo", una vita a met&agrave; tra USA e Italia pu&ograve; essere anche molto premiante, ma prima di arrivarci - sar&agrave; cool, ma &egrave; anche doppiamente difficile. Il 17 settembre al Politecnico di Milano c'&egrave; un <a href="http://www.polimi.it/eventi/dettaglioevento/article/32/un-ponte-fra-due-mondi-milano-silicon-valley-251/" target="_blank">evento </a>che parla proprio di questo "ponte" tra Italia e Silicon Valley. Ci saranno alcuni veri protagonisti di questa nuova fase, mentre io terr&ograve; uno speech assolutamente non tecnologico dal titolo "California: Miti da Sfatare".</p>
<p>Per seguire Leandro Agr&ograve;:</p>
<p><a href="http://twitter.com/leeander" target="_blank">http://www.leeander.com</a><br /><a href="http:://twitter.com/leeander" target="_blank">http:://twitter.com/leeander<br /></a><a href="http://friendfeed.com/leeander1" target="_blank"><br /></a></p> ]]></ulisse_descHTML>
            <ulisse_thumb>IMG_ARTICOLI_640x480/STORIE_INTERVISTE/widenoise.jpg</ulisse_thumb>
            <pubDate>Thu, 27 Aug 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
        </item>
        <item>
            <title>Amare la carta&#44; leggere gli e&#45;book</title>
            <link>http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&amp;action=zoom&amp;id=2539</link>
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            <description>Il profumo della carta stampata consente di distinguere a occhi chiusi un quotidiano da una rivista patinata, un libro da un fumetto; la sensazione emozionale del foglio di carta nasce dall’olfatto...</description>
            <ulisse_descHTML><![CDATA[ <p>Il profumo della carta stampata consente di distinguere a occhi chiusi un quotidiano da una rivista patinata, un libro da un fumetto; la sensazione emozionale del foglio di carta nasce dall&rsquo;olfatto, il senso pi&ugrave; diretto di cui siamo dotati, il pi&ugrave; &ldquo;emozionale&rdquo;, quello che arriva dritto al cervello. Entrare in una libreria &egrave; un&rsquo;esperienza olfattiva diversa dall&rsquo;entrare in una biblioteca o in un&rsquo;edicola, il profumo crea l&rsquo;atmosfera giusta, bendispone all&rsquo;utilizzo degli altri sensi che arrivano comunque dopo.</p>
<p>La vista entra in gioco per individuare l&rsquo;oggetto del proprio interesse con modalit&agrave; diverse a seconda del luogo. E&rsquo; catturata, prima che dal testo, dalle forme e dai colori delle infinite pubblicazioni da cui ci si ritrova circondati se si &egrave; in un&rsquo;edicola, mentre in una libreria tende a prevalere la razionalit&agrave; della ricerca analitica che trova nella biblioteca la sua massima espressione.</p>
<p>Poi viene il tatto, il senso che fornisce un rapporto quasi &ldquo;sensuale&rdquo; con la carta. Sentire il piacere di far scivolare i polpastrelli sulla liscezza della carta patinata di qualit&agrave;, apprezzare la ruvida consistenza di certe pagine dei vecchi libri, cogliere la raffinatezza delle copertine rivestite di tela... ogni tipo di pubblicazione &egrave; capace di trasmettere al tatto sensazioni diverse, chiaramente distinguibili attraverso sottili giochi di materiali, spessori, superfici, consistenze, diverse capacit&agrave; di trasmettere il calore.</p>
<p>Persino l&rsquo;udito ha nell&rsquo;esperienza della lettura un ruolo importante. Ricordo le afose domeniche estive trascorse nella casa in campagna dove, dal mio rifugio di bambino, sotto una tenda, sentivo lo sfogliare delle pagine di un quotidiano, suono caratteristico che a un certo punto si trasformava in uno stropicc&igrave;o nervoso, quasi acuto, quando pap&agrave; decideva di terminare la lettura e di riporre le pagine ormai disordinate in una qualche forma riutilizzabile. Completamente diverso, ma altrettanto caratteristico, il suono secco, rapido, del voltare la pagina di un libro o quello pi&ugrave; metallico emesso da certe riviste con i fogli tanto sottili da lasciar intravedere la stampa sul retro.</p>
<p>Come si pu&ograve; anche solo pensare che questa ricchezza di esperienze plurisensoriali, parte della nostra vita da generazioni, possa a un certo punto essere messa da parte, sostituita da un freddo e intangibile documento elettronico?</p>
<p>Eppure, le ragioni ci sono e sono numerose. Tralasciando l&rsquo;approfondimento di quelle pi&ugrave; generali (come l&rsquo;insostenibilit&agrave; ambientale della stampa quotidiana che muove costantemente un numero inimmaginabile di tonnellate di carta che deve essere prodotta, trasportata, trattata, stampata e distribuita per vivere un solo giorno e diventare poi, nella migliore delle ipotesi, oggetto di riciclo), vi &egrave; un elemento di fondo che spesso non traspare nelle tante discussioni sul futuro dell&rsquo;editoria: il focus del dibattito deve essere sull&rsquo;informazione, non sul supporto che la contiene.</p>
<p>L&rsquo;intera esperienza sensoriale legata alla carta &egrave; in qualche modo slegata dal suo contenuto informativo, appartiene alla &ldquo;poesia&rdquo; che questo supporto ricco di storia si porta dentro, intrinsecamente. Tant&rsquo;&egrave; che in molti casi i libri svolgono funzioni di semplice arredo, ordinatamente disposti per dimensione e colore pi&ugrave; che per ambito disciplinare o autore. Si tratta di un retaggio del passato dove la carta costituiva il miglior modo possibile per comunicare a distanza, nello spazio e nel tempo, in modo ragionevolmente affidabile.</p>
<p>Nella societ&agrave; dell&rsquo;informazione, della comunicazione istantanea, ha ancora senso pensare a un futuro dove testi e immagini vengono veicolati su un supporto costoso da realizzare e da trasportare, pesante, ingombrante e, comunque, facilmente deperibile (come dimostra buona parte dell&rsquo;editoria del &rsquo;900 che, a causa della scarsa qualit&agrave; della carta utilizzata e della corrosivit&agrave; degli inchiostri si sta letteralmente sbriciolando)?</p>
<p>L&rsquo;unica vera obiezione che si pu&ograve; porre allo sviluppo dell&rsquo;editoria digitale riguarda la qualit&agrave; dei supporti di visualizzazione e la loro modalit&agrave; di utilizzo. Sulla qualit&agrave; ci sono stati passi avanti formidabili, gli schermi LCD con retroilluminazione LED hanno raggiunto livelli di luminosit&agrave; e qualit&agrave; cromatica eccellenti. Vi &egrave; ancora un limite nella modalit&agrave; di utilizzo che richiede sostanzialmente una posizione seduta di fronte a una superficie dove posizionare opportunamente il display o il computer portatile. Pur non diffusissimi, non mancano i primi esempi di tablet PC con dimensioni e peso comparabili a un libro ma si tratta di prodotti ancora di nicchia, con ampi margini di miglioramento.</p>
<p>Palmari e smart phone rappresentano invece la soluzione ideale per chi non ha problemi a leggere su display di dimensioni ridotte. Personalmente, sono ormai abituato a leggere su iPhone una rassegna stampa autoorganizzata prendendo le notizie da quotidiani e portali di tutto il mondo. In questo modo, non vi sono vincoli legati al luogo di fruizione ed &egrave; possibile sfruttare comodamente i tempi morti che inevitabilmente si creano nella giornata lavorativa.</p>
<p>In ogni caso, le obiezioni legate alla tecnologia hanno durata breve visti i tempi rapidissimi con cui si &egrave; sviluppata negli ultimi decenni. Gi&agrave; sono disponibili i prototipi di schermi flessibili, addirittura piegabili o arrotolabili. Il cosiddetto &ldquo;inchiostro elettronico&rdquo; garantir&agrave; un&rsquo;esperienza visiva del tutto analoga alla carta stampata con il vantaggio, inestimabile, di poter visualizzare qualunque informazione semplicemente reperendola attraverso una connessione wireless.</p>
<p>Superato lo choc da &ldquo;assenza di carta&rdquo;, si immagini quali e quanti vantaggi porter&agrave; questa modalit&agrave; di fruizione dei prodotti editoriali. Nuove abitudini, peraltro gi&agrave; ampiamente diffuse fra chi &egrave; pi&ugrave; avvezzo all&rsquo;uso della tecnologia, si consolideranno fra gli utenti. Per esempio, la possibilit&agrave; di portare con s&egrave; la propria biblioteca o intere annate dei giornali e delle riviste preferite; l&rsquo;abitudine di mettere dei &ldquo;segnalibri&rdquo; digitali nei punti di interesse; aggiungere note al testo o link a pagine Web; effettuare ricerche sull&rsquo;intero archivio contenuto nel proprio dispositivo o, se connessi on-line, nell&rsquo;intero Web o sul computer che si &egrave; lasciato a casa... un intero mondo da scoprire e integrare nella ritualit&agrave; quotidiana.</p>
<p>Efficienza e praticit&agrave; contro la &ldquo;poesia&rdquo; della carta? Tutt&rsquo;altro, la carta rimarr&agrave; un supporto importante per molto tempo ma sar&agrave; sempre pi&ugrave; considerata un &ldquo;lusso&rdquo; da riservare a utilizzi particolari e verr&agrave; affiancata da tecnologie capaci di aiutarci a gestire in modo efficace e interattivo la crescente quantit&agrave; di informazioni che in ogni momento sono a nostra disposizione. L&rsquo;&ldquo;information cloud&rdquo; che ci avvolge &egrave; un bene importante che possiamo utilizzare solo con l&rsquo;aiuto di strumenti adatti, ci&ograve; che mi piace definire il &ldquo;sesto senso digitale&rdquo;. In questa &ldquo;nuvola&rdquo;, in uno dei suoi sottoinsiemi, c&rsquo;&egrave; anche il mondo dell&rsquo;editoria tradizionale.</p>
<p>Le potenzialit&agrave; degli e-book sono chiare da molti anni e, personalmente, ho sempre creduto che la loro affermazione fosse solo questione di tempo. Prova ne sia il fatto che quando, nel 1998, mi fu proposto di gestire con la <a href="http://www.timeandmind.net" target="_blank">Time &amp; Mind Edizioni</a> la pubblicazione di e-book per il Corso di Studi in Disegno Industriale del Politecnico di Torino, ne rimasi entusiasta. Si trattava di mettere in piedi una collana di libri elettronici liberamente scaricabili da chiunque fosse interessato agli argomenti trattati. Oggi, la collana conta 13 titoli che sono raggiungibili a questo indirizzo:&nbsp;<a href="http://www2.polito.it/didattica/design/PAGINE%20SITO/books.htm" target="_blank">http://www2.polito.it/didattica/design/PAGINE%20SITO/books.htm</a></p>
<p>In questo modo, grazie all&rsquo;azzeramento dei costi di riproduzione, gli studenti possono fruire gratuitamente di queste pubblicazioni nel pi&ugrave; puro spirito della Rete, secondo il quale la cultura dev&rsquo;essere libera e accessibile a tutti.</p>
<p>Un esempio italiano notevole, per quanto riguarda il business degli e-book, &egrave; dato da <a href="http://www.brunoeditore.it" target="_blank">Bruno Editore</a>&nbsp;che ha saputo mettere in piedi una vasta collezione di titoli e un sistema di affiliazione efficace dimostrando che gi&agrave; oggi, anche in Italia, &egrave; possibile rendere remunerativa la pubblicazione di titoli digitali.</p>
<p>Vale la pena di spendere qualche riga per ricordare il progetto Google Books (<a href="http://books.google.it" target="_blank"><span>http://books.google.it</span></a>), finalizzato alla pubblicazione on-line di tutti i libri del mondo. Un obiettivo che, nella sua lucida visionariet&agrave;, sta rivoluzionando il modo di fruire dei milioni di libri che sono stati stampati nei secoli. Niente pi&ugrave; faticose ricerche in giro per le bilbioteche di tutto il mondo, l&rsquo;intero scibile umano a portata di click!</p>
<p>Ecco, questa &egrave; la differenza sostanziale fra la poesia della carta e le infinite possibilit&agrave; dell&rsquo;informazione digitale: i libri, pillole di informazioni concentrate su un pugno di atomi collocati su qualche scaffale, contro il sapere universale che avvolge il pianeta e sgorga da ogni connessione.</p>
<p>Quando il focus &egrave; sul contenuto informativo e non sul supporto, non c&rsquo;&egrave; alternativa, il documento elettronico non &egrave; comparabile al libro cartaceo che rimarr&agrave; un magnifico &ldquo;lusso&rdquo; da godersi nei momenti in cui ci si vuole immergere in un passato prossimo che si sta allontanando alla velocit&agrave; della luce.</p>
<p>&nbsp;</p> ]]></ulisse_descHTML>
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            <pubDate>Mon, 17 Aug 2009 00:00:00 +0100</pubDate>
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