Dallo SMAU di Milano 7 strumenti per gestire l’innovazione senza minare la reputazione

Posted on Nov 11 2016 - 10:06am by Redazione

Le imprese tradizionali, a differenza delle Startup, possono avere difficoltà nel gestire innovazioni significative. Prodotti e servizi particolarmente innovativi, anche se realizzati e condotti a regola d’arte, potrebbero infatti danneggiare la propria immagine di fronte a clienti storici e a un audience qualificato. Questo problema spesso ostacola lo sviluppo di competenze e progetti innovativi, specialmente con l’affermarsi del modello Open Innovation.

Di seguito proponiamo alcuni strumenti / consigli che G2-Startups, acceleratore di impresa e socio di Italia Startup, ha individuato e presentato allo SMAU Milano per gestire l’Open Innovation tutelando il brand e la reputazione aziendale.

1. Consenso Informato – Una regola aurea. Consiste nell’isolare momenti di sperimentazione, che possono svolgersi anche in momenti molto diversi tra loro e informali, specificando in modo preciso e trasparente che il cliente (o user) sta partecipando ad un progetto di sviluppo innovativo.

2. Innovation Pooling  Costituire un gruppo di clienti particolarmente innovativi e fidati, con cui condurre esperimenti garantendo loro anonimato e non interferenze nelle normali operations.

3. Collaborative Innovation tender – Prendendo spunto dall’Innovation Challenge delle piattaforme di Open Innovation, creiamo una landing page (anche anonima), in cui chiediamo a user innovativi di aiutarci nella finalizzazione del nostro prodotto-servizio in cambio di…

4. Innovation Sandbox   Prendendo spunto dal libro di Eric Ries, “The Sandbox” è uno dei metodi più diffusi per gestire sperimentazioni lean in aziende di piccole e grandi dimensioni. Il concetto è semplice: si creano spazi liberi e definiti nei quali i dipendenti e esterni possono interagire nello svolgimento di test o nello sviluppo di prodotto.

5. White label   La white label è forse uno degli strumenti più diffusi nella relazione tra grandi imprese e startup innovative. In questo modo è possibile anche compiere gli ultimi stadi di sviluppo e di debugging senza che il brand ne soffra.

6. X-brand – Parafrasando gli X-project di Google, si propongono dei brand specifici che possono essere gestiti in tutto o in parte dalla sezione Innovation dell’azienda. In questo modo si rafforza l’immagine innovativa dell’azienda, senza intralciare o danneggiare processi e brand esistenti.

7. Innovation co-branding – Non tutte le aziende sono refrattarie a farsi conoscere come innovatori o sognatori. Se abbiamo la fortuna di avere alcune di queste tra i nostri clienti, potremmo proporre loro, come reward per il loro contributo al nostro progetto, di lasciarci usare il loro brand e qualche estratto di interviste o recensioni.

Condividiamo volentieri questo piccolo vademecum sulle migliori tecniche per trasformare quello che può essere visto dalle Imprese come un problema, il modello Open Innovation, in una buona opportunità di crescita.

Per saperne di più su G2-Startups ecco il link al sito ufficiale: http://g2-startups.com/