Direzione Italia Digitale… Intervista a Diego Piacentini nel Forum PA

Posted on Mag 25 2017 - 10:30am by Redazione

L’edizione 2017 del Forum PA si è aperta mart. 23 maggio con un focus dedicato a come l’amministrazione può far ripartire l’economia. I temi trattati e gli appuntamenti di lavoro sono stati oltre 200: dalla cittadinanza al cybesecurity, dai data center ai blockchain i temi caldi di questa edizione.

Oggi alle ore 12.00 nella Sala 10 del Forum PA, il Direttore Generale Sistemi Informativi Automatizzati della Corte dei Conti, Luca Attias, intervisterà Diego PiacentiniCommissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale.

L’intervista vuole portare l’attenzione su un tema importante: come avviare il cambiamento verso una PA con competenze tecnologiche, che sia in grado di esportarle, che lavori in modo integrato, aperto, interoperabile, dallo Stato centrale fino al più piccolo dei comuni, riuscendo a ridurre sprechi e inefficienze.

Luca Attias è CIO della Corte dei Conti, ma è anche uno dei più noti e dirompenti innovatori che lavorano nella PA italiana. Dallo scorso ottobre è stato raggiunto all’interno della Pubblica Amministrazione da un altro “alieno”, Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Attuazione dell’Agenda Digitale. Una missione che li accomuna, una volontà e un modo concreto per dare un contributo alla trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione, con al centro sempre il benessere del cittadino.

Una visione ed un’idea di innovazione che è raccolta anche  nella visione espressa da Diego Piacentini in occasione del 150° anniversario della Stampa:

“Tra qualche anno immagino un Paese che ha vinto la sfida della semplificazione stato-cittadini-imprese anche grazie alla digitalizzazione.

Un Paese dove i politici che cercano di comprendere la trasformazione tecnologica, invece di temerla e combatterla, sono la regola e non l’eccezione.

Un Paese nel quale le leggi riconoscono e promuovono il diritto a innovare anziché imbrigliarlo.

Un Paese dove le forti competenze tecnologiche sono anche all’interno dello Stato e delle aziende pubbliche. Un Paese dove ci sono più aziende (pubbliche e private) guidate da trentenni che da settantenni.

Un Paese in cui le pubbliche amministrazioni lavorano in modo integrato, aperto, interoperabile, dallo Stato centrale fino al più piccolo dei comuni; in cui i certificati sono un ricordo, sprechi e inefficienze si sono ridotti.

Un Paese in cui basta uno smartphone o una richiesta verbale a un BOT per esercitare un diritto, pagare le tasse, richiedere l’assegno di maternità, rinnovare la patente, aprire un negozio.

Un Paese in cui saranno i cittadini stessi a segnalare, in maniera semplice ed efficace, bug, errori ed inefficienze, avendo la certezza di essere ascoltati e che gli errori siano corretti istantaneamente.

Un Paese dove i Big Data non sono solo un problema di privacy e qualcosa di cui aver paura, dominio di poche aziende, ma parte di un’infrastruttura pubblica e moderna che genera benefici per i cittadini.

Immagino infine un Paese dove lavorare per la Pubblica Amministrazione sia un onore. Dove i cervelli migliori fanno a gara per lavorare nei centri di ricerca pubblica che sono veri e propri centri di eccellenza e innovazione capaci di trainare il Paese.”

 

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