Criminali piromani e malavita organizzata sono le cause principali del disastro ambientale subito a causa degli incendi dal patrimonio boschivo del Paese negli ultimi anni, mentre risulta limitato l'avverarsi di condizioni meteo climatiche favorevoli allo sviluppo ed alla propagazione del fuoco.
Il propagarsi dell'effetto combustivo ad aree ad alto indice di urbanizzazione costituisce una ulteriore calamità causa della perdita di vite umane.
L'impegno richiesto dalle dimensioni del fenomeno richiede l'intervento e la mobilitazione di ingenti quantità di uomini e mezzi coordinati dalla Protezione Civile.
Il contrasto del fenomeno è ostacolato dalla difficoltà di tracciare una mappa delle aree distrutte dal fuoco per evitare scellerate speculazioni sui suoli o sui finanziamenti stanziati per il rimboschimento.
La "Legge quadro in materia di incendi boschivi" n. 353/2000 ha disposto che le regioni approvino un piano regionale "per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi" e che i comuni provvedano a censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli gia' percorsi dal fuoco nell'ultimo quinquennio, avvalendosi anche dei rilievi effettuati dal Corpo forestale dello Stato.
Il documento del Dipartimento della Protezione Civile del luglio 2008 "Atto di indirizzo operativo per fronteggiare gli incendi boschivi ed i rischi conseguenti nella stagione estiva 2008" ben descrive la stato dell'arte della dolorosa tematica e dispone una serie di misure e raccomandazioni ai Presidenti delle Regioni.
La Regione siciliana ha dato il via ad un progetto di enorme importanza, della durata di tre anni, per la catalogazione di 340.00 ettari di bosco e la costituzione del relativo sistema informativo.
L'inedita iniziativa, che costerà sei milioni, è stata affidata alla D.R.E.Am. Italia.
La Società cooperativa fondata nel 1978 risiede a Villa Cavalieri, nella vallata casentinese, ai confini dello stupendo Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna ed opera nell'ingegneria ambientale, attraverso un team di 49 professionisti, assistiti da 25 consulenti, distinguendosi nel settore forestale, geologico, biologico,etologico, ingegneristico e topografico.
La società aretina realizzerà il Sistema Informativo Siciliano, isole comprese, entro il 2010 partecipando ad un raggruppamento temporaneo di imprese con Rdm Progetti di Firenze, Engineering Sanità, Italtel di Settimo Milanese, Istituto per le Piante da Legno, Ambiente IPLA, e si avvarrà anche di personale locale contribuendo allo sviluppo tecnico professionale della regione.
Nell'ambito del progetto, dopo aver definito le modalità amministrative per la segnalazione dell'incendio, sarà individuata l'area incendiata mediante tecnologie GPS e foto analisi satellitari.
Successivamente le aree catastali corrispondenti saranno classificate e confluiranno in un sistema informativo consultabile dai comuni associati, residente in un server unico raggiungibile da internet.
Sarà realizzato un sito web alfanumerico e un sistema informativo geografico (GIS) on line per individuare l'ubicazione degli incendi.