Alla presentazione del libro sul grande scienziato Siracusano, svoltasi a Venezia il 28 novembre scorso, era presente insieme agli autori e all’editore anche Kenneth A. Goldman del Massachusetts Institute of Technology.
Si tratta della terza edizione de
Il Grande Archimede di
Mario Geymonat della
Sandro Teti Editore.
Già vincitore del Premio letterario Corrado Alvaro e del premio Roseto degli Abruzzi è un
testo affascinante che ripercorre la vita del grande scienziato attraverso le sue scoperte più innovative.
Le testimonianze di autori quali Plutarco, Vitruvio, Livio e Cicerone ritraggono qui il volto di un eroe della scienza, figura poliedrica, ideatore di macchine come gli specchi ustori, la catapulta ma anche uno dei più grandi matematici della storia.
Dice il
premio Nobel Zhores Alferov, nella introduzione, presente nell'opera, che "Archimede, con una prodigiosa fantasia matematica e con l'aiuto di un metodo di ricerca assai avanzato, riuscì a dimostrare una strepitosa serie di teoremi di geometria, sulla quadratura del cerchio, come sulla misura del cilindro e della sfera, su spirali conoidi e sferoidi e perfino su poliedri regolari".
"A lui sono dovuti grandi progressi nell'aritmetica, poiché egli riuscì a esprimere con una straordinaria precisione i numeri grandissimi che potevano servire a contare i granelli di sabbia necessari a riempire l'intero universo".
Nel breve trattato intitolato Arenario (in greco Psammìtes) Archimede infatti si ripromette di contare i granelli di sabbia contenuti in una sfera che abbia come centro il Sole e come superficie il cielo e le stelle fisse. E utilizzando di fatto un metodo equivalente al nostro attuale metodo posizionale o addirittura all'attuale notazione esponenziale.
Un genio poliedrico insomma, per anni interpretato come campione di uno strenuo rigorismo, Archimede, spirito intelligente e aperto, ritrova in queste pagine la forza del suo pensiero attraverso la lettura delle fonti coeve e dei suoi scritti.
Al genio di Archimede sono dovuti, tra le altre cose, il calcolo esatto del rapporto fra la circonferenza e il diametro del cerchio (il noto pi greco) e un’inedita misurazione del peso specifico (da cui la famosa esclamazione “Éureka, Éureka” fatta al momento della scoperta).
Il matematico siciliano fu anche un ingegnere straordinario, come dimostrò costruendo macchine che fecero la gloria della sua città, Siracusa. Sue furono le catapulte e altri congegni di difesa come gli specchi ustori che inflissero gravi perdite alla flotta romana.
Ucciso barbaramente da un soldato romano nel 212 a.C., su Archimede hanno scritto pagine memorabili Plutarco, Vitruvio, Livio, Cicerone e molti altri, che Mario Geymonat riporta in traduzione. L’introduzione ad opera di Zhores Alferov, Premio Nobel per la Fisica nel 2000, e la prefazione di Luciano Canfora, filologo classico e storico, segnalano ancor di più l’autorevolezza di questo libro, che dimostra come sia ancora possibile fare alta divulgazione scientifica.
Mario Geymonat, latinista dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è autore di importanti edizioni filologiche, in particolare del poeta Virgilio, e di numerosi saggi critici pubblicati in Italia e all’estero. Ha pubblicato, fra l’altro, il palinsesto veronese della traduzione latina degli Elementi di Euclide e uno studio su Virgilio e la scienza.
La prefazione del libro è di
Luciano Canfora, filologo classico e storico di levatura internazionale, tra i maggiori studiosi mondiali dell'antichità greca e romana.