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29/03/2010

I “Banditi dello spazio” approdano sui social-network

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I fratelli Judica Cordiglia sono da più di 50 anni personaggi cult per i radioamatori di tutto il mondo ma ora anche sul web sta crescendo la passione per la storia dei due fratelli torinesi che, come hacker ante litteram, negli anni ’60 riuscirono a intercettare i segnali radio delle prime missioni spaziali e scoprirono alcuni sconcertanti retroscena della politica spaziale sovietica.


Nella mole infinita di dati che raccoglie il Web, già da tempo, si potevano scovare informazioni interessanti sui due radioamatori torinesi. Il motore di ricerca di Google, usando le parole chiave “fratelli Cordiglia”, produce più di 13 mila risultati, tra cui una pagina Wikipedia, numerosi siti specializzati per radioamatori e pagine dedicate ai misteri irrisolti della storia (si segnala in particolare l’interessante sito italo-americano lostcosmonauts.com). Una presenza sul web considerevole insomma, ma limitata a canali secondari o specialistici.


“Da tempo, invece, io e mio fratello – racconta Achille Judica Cordiglia – speravamo che la nostra storia si diffondesse anche nell’ambito dei social-network. In questo modo avremmo la possibilità di entrare in contatto diretto con le nuove generazioni. E’ proprio ai più giovani che la vicenda di “Torre Bert”, salita agli onori della cronaca internazionale negli anni ’60, resta sconosciuta ed è invece ai giovani che potrebbe fornire gli spunti maggiori: non solo per scoprire le tappe fondamentali della conquista spaziale e rivivere il clima politico della guerra fredda USA-URSS, ma sopratutto per capire come una passione adolescenziale possa diventare qualcosa di molto più serio e per riflettere infine sull’importanza di un’informazione libera ed indipendente”.


In tempi in cui l’intero sistema italiano dell’informazione è messo sotto accusa da più parti e si discute continuamente di intercettazioni e privacy, la storia dei fratelli Judica Cordiglia si ripresenta in tutta la sua importanza.


L’attualità di questi due personaggi, protagonisti delle cronache astronautiche degli anni ’60, è confermata dalla pubblicazione del nuovo libro “Banditi dello spazio. Dossier Spunik 2” (Minerva Medica 2010), che ricostruisce tutta la loro appassionante storia, aggiornando e completando quanto raccontato nel precedente “… questo il mondo non lo saprà… Dossier Sputnik 1” (Minerva Medica 2007).


A conferma del fatto che la questione, a distanza di quasi cinquant’anni, sia ancora attuale, si noti con quale prontezza i giornali russi, nel 2007, siano tornati a smentire le ricostruzioni presentate nel libro. Malgrado il governo russo continui a negarne la validità, è evidente che la controstoria dell’astronautica sovietica rappresenti tutt’oggi una spina nel fianco del passato dell’ex URSS.


Il rinnovato interesse per i due radioamatori torinesi è confermato anche dalla recente messa in onda, su History Channel e RAI 2, di documentari dedicati alla loro appassionante storia e ai misteri dei cosmonauti sovietici dispersi.


L’approdo sui social-network era, a questo punto, inevitabile.


“In occasione della pubblicazione del nuovo libro – dice Achille Judica Cordiglia - abbiamo deciso di aprire una pagina su Facebook che fornisca al sempre più numeroso e attivo popolo dei social-network una breve presentazione della nostra storia. Speriamo così di poter trasmettere anche in questo modo la passione che da sempre ha mosso la nostra attività e che, partendo da qui, gli utenti interessati decidano di approfondire l’argomento sul libro”.


Su Facebook era partito, già un paio di anni fa’, un gruppo (130 membri), ora inattivo, dal nome “Torre Bert: la voce dei cosmonauti mai tornati sulla terra” (http://www.facebook.com/group.php?gid=45792116822&ref=ts), a gennaio 2010 era stata aperta anche una fanpage (http://www.facebook.com/pages/Achille-e-Giovanni-Judica-Cordiglia/265011548268). Da pochi giorni infine, sempre su Facebook, è stata attivata una nuova fanpage intitolata “Banditi dello spazio” (http://www.facebook.com/pages/Banditi-dello-Spazio/106870716000868?ref=ts), dedicata al nuovo libro dei fratelli Judica Cordiglia, dove si possono trovare foto, documenti, estratti dal libro, video e una breve storia a puntate che riassume i punti salienti dell’intera vicenda.  In meno di una settimana i fan sono già più di 130.


Sul fronte YouTube invece circolano diversi video, come ad esempio spezzoni del documentario di History Channel, ma non è tutto. I due radioamatori torinesi sono infatti al lavoro per aprire un nuovo canale Youtube che contenga un lungo video sulla loro avventura, curato e realizzato personalmente (suddiviso in vari capitoli per un totale di circa 50 minuti).


Da quel lontano 1957, quando intercettarono il segnale radio dello Sputnik 1, i fratelli Cordiglia non si sono mai fermati, mossi dal fine di far emergere una volta per tutte la verità su quelle misteriose intercettazioni e sui cosmonauti sovietici dispersi. Chissà che proprio i social-network non possano contribuire allo scopo!


 



 

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