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24/01/2001

Telefoni satellitari ed e-mail

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Cari e affezionati lettori, come ormai sapete non sono mai riuscito ad utilizzare il telefono satellitare per inviare e-mails, e devo rassegnarmi a spedire i dischetti all’ufficio di MSF a Kampala, capitale dell’Uganda, con gli aeroplanini della MAF (Missionary Air Force). Il problema è probabilmente dovuto all’estrema lentezza di trasmissione dati di questo tipo di vecchio telefono, 2400 BPS, e quindi l’impossibilità di fare l’”handshaking” con il modem di un moderno server. Normalmente, per comunicare con Kampala, usiamo la radio. Noi siamo “Papa One”; Kampala è “Seven Hundred”. E un continuo “papa One for Seven Hundred, do you copy me? Over”, con stridii, fischi, grida, urla, e compitazione dei nomi col codice internazionale: “bella gnocca” diventa Bravo Echo Lima Lima Alpha Golf November Oscar Charlie Charlie Alpha. Il vantaggio: parla pure quanto vuoi, è gratis. La radio è inoltre alimentata da pannelli solari. Be’, ieri mi chiamano da Kampala per dirmi che la mia ultima lunga e-mail logorroica, non riescono a spedirla perché non riescono ad aprire il file. Io sospetto che un doppio clic sull’icona non ha funzionato, e far partire prima word e poi aprirlo dall’applicazione è troppo difficile (sono perfido). Allora provo a dire: “non fa niente, non apritelo, inviatelo come attachment, l’indirizzo è sull’etichetta del dischetto”, e loro, tra un fischio e uno stridio: “cosa? Ti rimandiamo il dischetto?” - “No, inviatelo come attachment!” , e provo a spiegare. E loro: (criiii, triii, krchuuiiiitt…) – “Appunto, te lo inviamo”, sul che la trasmissione è diventata talmente pessima che ho rinunciato. La sera, miracolo! Un signore olandese, volontario di una ONG che cerca di disarmare la popolazione (hanno tutti il kalashnikov), che è qui per qualche giorno, dorme alla missione cattolica e mangia con noi, tira fuori da una valigetta un telefono satellitare dall’aria nuova e moderna, grande un terzo del nostro, da un’ altra valigetta un computer portatile, e ci chiede se può collegarlo alla nostra batteria per inviare delle e-mails. Ancora un po’ e lo baciavo. Quello, gentilmente, accetta di inviare anche la mia. Prende quello che sembrava il coperchio del telefono, srotola un lungo filo, e lo posa fuori diretto verso il cielo. Poi collega il PC al telefono, accende il tutto, ci dice di non mettere le nostre parti private davanti all’antenna che pare sia pericoloso per i testicoli, e invia le e-mails senza problemi, anche se solo a 9600 bps, e ne riceve tre. Passata l’eccitazione iniziale, mi informo. Dopo aver sentito alla radio del fallimento di Iridium, com’è che questi qui continuano a funzionare? Lui non sa molto, ma sembra che la rete di satelliti non sia la stessa. Questi telefoni, “ABB Staturn Nera”, i vecchi come il nostro o quelli nuovi come il suo, usano la rete Immarsat, probabilmente usata anche per altre comunicazioni. Sono in orbita più in alto di quelli Iridium, e per questo motivo il telefono ha bisogno di un’antenna di una certa dimensione, e la batteria deve poter fornire parecchia energia. E dotato di connessione per batterie a 12 V, il solito spinotto da accendisigari e i morsetti a coccodrillo, e di una spina a 220 V. Sono quindi utilizzabili da automobili (ferme), barche e case. L’antenna deve essere imperativamente all’aperto. Costano lo stesso la sommetta di 3000 dollari senza computer, e le telefonate sono molto care. Ciononostante, permettono di telefonare, faxare (con accessorio opzionale), e di inviare e ricevere e-mails da qualunque posto al mondo, se si ha una batteria a 12 V e di che ricaricarla, anche con pannelli solari. La velocità di 9600 bps è sufficientemente alta per inviare e-mails anche lunghe, purché si evitino attachments. Dai dieci chili del nostro si passa agli uno - due al massimo di questo qua; insomma non è l’Iridium, ma è civile. Viva il progresso tecnologico, e quelli che non sono d’accordo, mica sono obbligati a comprarlo. Sabato partiamo per un villaggio in cima al monte Kadam, e non avremo nessun mezzo di comunicazione. Mica ci carichiamo sulle spalle chili e chili di radio, telefoni, e batterie! Se avremo problemi, chiameremo i soccorsi coi segnali di fumo, che in fondo sono stati una grande invenzione per le comunicazioni a distanza.
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