|
|
21/06/2001
Internet e globalizzazione
 Seattle: 47,45 gradi di latitudine nord, 122,30 gradi di longitudine ovest. Fino a due anni fa, questa città molto bella, una delle più belle degli USA, che si affaccia su un fiordo laggiù chiamato "sound", a ridosso di vulcani coperti da ghiacciai, era famosa per quattro cose: innanzi tutto l'industria aeronautica e quella informatica; infatti lì c'è la sede della Boeing e Redmond, dove si trova la Microsoft, è un suo sobborgo. Inoltre, è celebre per il suo caffè: ovunque, anche per la strada, dei venditori propinano a passanti entusiasti (entusiasti quelli americani, meno quelli italiani) un catrame nerissimo e amaro, che sono riusciti a fare con vero caffè Illy e autentiche macchine da bar Cimbali o La Pavoni. Infine, c'è il clima: pioviggina tutto l'anno, in confronto Londra è soleggiata, e il proverbio locale dice che a Seattle non ci si abbronza, ma si arrugginisce.
Da due anni invece, quando si sente parlare di Seattle, la prima cosa che viene in mente non è un software che occupa la totalità della RAM e dell'hard disk del proprio computer, non sono grandi aerei e nemmeno cattivo caffè bevuto sotto la pioggia: adesso si pensa a orde di giovani che manifestano, cariche brutali della polizia, vetrine infrante, polemiche, anche quando ciò avviene a Napoli, Göteborg, Davos, Genova o altrove.
I dimostranti si riuniscono ovunque ci sia qualche conferenza internazionale legata all'economia, a cui presenzino capi di stato, ministri e direttori di agenzie internazionali. Il leitmotiv di questi dimostranti è di fermare quello che per loro è diventato il nemico pubblico numero uno, la "globalizzazione". La cosa buffa è che ciò che è probabilmente al tempo stesso il più grande effetto e il più grande strumento della globalizzazione, sto parlando di Internet, è usato tranquillamente dai principali esponenti del movimento anti-globalizzazione, e infatti Internet permette una libertà e rapidità di scambio di informazioni mai vista prima. E' quindi il mezzo ideale per creare forum di scambio di opinioni e propaganda di idee per tutto il popolo di Seattle, da quello moderato al piu oltranzista. Dalla simpatica e baffuta faccia di José Bové, l'uomo che alla testa di agricoltori d'assalto ce l'ha coi McDonald's e li avviluppa nel nastro adesivo o ne impedisce la costruzione, al comandante Marcos, che si batte in Messico per la dignità degli abitanti del Chapas, tutti coloro che hanno un motivo di scontentezza si ritrovano nel "Popolo di Seattle", e sono visibili su Internet.
Quello che è interessante è che i loro nemici giurati, cioè quelle aziende con filiali in vari paesi, le cosiddette aborrite "multinazionali", usano pure loro Internet per comunicare. E, ovviamente, anche le organizzazioni internazionali che il Popolo di Seattle attacca ogni volta che decidono di riunirsi, hanno il loro sito. E' interessante passare dall'uno all'altro; provate a cliccare su questi siti:
http://www.tutebianche.org
http://www.cocacola.com
http://www.freespeech.org
http://www.mcdonalds.com
http://www.monde-diplomatique.fr
http://www.alsapresse.com/jdj/99/09/09/dossier/
http://www.peacelink.it
http://www.nestle.com
http://www.feltrinelli.it/schede/88-07-17045-0.html
http://www.commondreams.org/headlines/070100-02.htm
http://www.nato.int
http://www.gatt.org
http://www.amis.monde-diplomatique.fr
http://www.burgerweb.com
http://www.un.org
Tra l'altro, in uno di questi links, più precisamente quello di Alsapresse, si racconta che nei McDonald's francesi è stato possibile per un periodo fare vantaggiosi abbonamenti per la connessione a Internet. MacDonald's è uno dei bersagli preferiti del movimento... Insomma, ho scoperto l'acqua calda o, come dicono i francesi, il filo per tagliare il burro. Però, se Internet è al tempo stesso padre, figlio e fratello (scusate, non sono politicamente corretto: madre, figlia e sorella) della globalizzazione, allora io dico: viva la globalizzazione! Anche a me da fastidio che nei posti più sperduti delle zone più povere del mondo la gente beva Coca-Cola, quando mancano cibo, acqua, medicinali ed educazione. Ragazzi, se non siete contenti del mondo moderno, e capisco che possiate non esserlo, invece di urlare e sfasciare, contribuite attivamente a migliorare le cose là dove non funzionano.
Ci sono migliaia di volontari che ogni anno partono a curare, educare, costruire e, più importante, insegnare a costruire con organizzazioni non governative, per esempio. Io ne ho conosciuta una, e sono partito con loro. Anche loro usano internet come mezzo di comunicazione, e la usano bene. Andate a dare un occhiata a http://www.msf.org

|
| Roberto Sallier De La Tour Redattore |
Da questo autore
|
|
|
| Apple, Mac, iPhone, iPod, MacBook, Google, Microsoft, Ecosistema, Time&Mind, web 2.0, staminali, network, wireless, wifi, community, iHair, Fotografia |
|