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30/06/2004
Liberarsi delle barriere digitali
 In Inghilterra uno studio vuole fare chiarezza sul tema dell’accessibilità dei siti internet a tutela dei diritti degli utenti diversamente abili. Secondo la Disability Rights Commission (DRC) in collaborazione con la London City University in Inghilterra 8 siti su 10 sono inaccessibili. La Disability Right Commission è l'organizzazione che tutela i diritti degli oltre 8 milioni di persone diversamente abili del Regno Unito e ha come incarico predominante quello di rilevare e segnalare al Governo ogni violazione del Disability Discrimination Act, la legge che dal 1995 tutela le persone diversamente abili. Dopo le barriere architettoniche, la sua iniziativa si sta trasferendo sul terreno di quelle “digitali”, ovvero le difficoltà che obbligano milioni di cittadini a non poter beneficiare dei contenuti e dei servizi fruibili sul Web. La ricerca conferma che i siti presi in considerazione e testati sono 1.000 e tutti sono stati sottoposti a valutazione tramite strumenti automatici in grado di riscontrare la conformità rispetto ai tre livelli di accessibilità stabiliti nelle linee guida sull'accessibilità dei contenuti web del W3C (World Wide Web Consortium). Di questi 100 sono stati testati direttamente da utenti con vari tipi di disabilità. E’ risultato che nessuno dei siti è conforme al livello massimo (AAA) e solo 2 hanno superato il test rispetto al livello intermedio (AA). Sono invece 808 quelli che non hanno raggiunto il livello minimo di accessibilità(A).
La prova degli utenti diversamente abili ha generato altre importanti considerazioni: le principali difficoltà incontrate nella navigazione riguardano layout confusi e mal concepiti, testo troppo piccolo e poco leggibile, sistemi di navigazione disorientanti, poco contrasto tra sfondo e colore del testo, cattiva descrizione delle immagini e usi inappropriati del colore. Il rapporto della DRC contiene anche una critica alle Linee Guida sull'accessibilità del W3C che, per i ricercatori, si presentano poco realistiche e insufficienti a garantire il rispetto di standard anche minimi di accessibilità. Per la cronaca ci tocca affermare che da mesi anche in Italia l’accessibilità dei siti web è un argomento “caldo”, tanto che il Ministro per l'Innovazione ha promulgato la legge n. 4 del 9 gennaio 2004, Disposizioni per favorire l'accesso dei soggetti disabili agli strumenti informatici, che obbligale pubbliche amministrazioni ad attrezzarsi per garantire la piena accessibilità anche ai soggetti disabili. Manca ancora, però, il regolamento tecnico che dovrebbe fornire indicazioni più precise sul cosa bisogna effettivamente fare per rendere accessibili i siti.
Resta ancora aperto anche il problema delle infrastrutture: per una persona disabile i collegamenti a banda larga diventano indispensabili. È inutile avere siti accessibili se poi si è inchiodati alla linea a 56 k.

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| Michela Caruso Collaboratore |
Da questo autore
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