Chiunque abbia un avatar su Second Life (a proposito:
avatar, secondo il dizionario De Mauro, è un termine di origine sanscrita che
significa “personificazione di una divinità sulla
terra, spec. del dio Visnù”) sa che dopo i primi minuti di passeggiata tra
un’isola
e l’altra arriveranno implacabili le richieste di altri avatar sulle
opportunità di guadagno e sulle possibilità di trovare un lavoro su SL. Davvero
Second Life è un mondo parallelo in cui il business è una opportunità da
prendere al volo? Davvero su SL ci sono mitici business-avatar in grado di
conquistare fama, prestigio e denaro e di trasferire il tutto nella vita reale?
E’ curioso che nel convegno torinese
sia stato citato più volte, da diversi relatori, il Monopoli. Perché questa
relazione? Perché SL, ha sottolineato Antonio Santangelo, “sembra una
visualizzazione del Monopoli”. Già, ma perché nessuno ha mai pensato di andare
oltre una semplice partita a Monopoli con gli amici mentre SL è diventato ciò
che è diventato? Perché SL è un atto sociale, ha un motore economico, è un
aggregatore di esperienze in uno spazio in cui è possibile costruirsi una
identità e una storia. Il vero elemento distintivo di Second Life resta
infatti, come ha spiegato Andrea Benassi, ricercatore e sviluppatore presso
l’Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa
di Firenze. “l’esperienza da vivere”. Non la costruzione
di un palazzo in sé, ma quello che poi nel palazzo si farà, come è avvenuto per
il lancio su SL della collana “il Risorgimento” dell’Espresso, in cui gli
avatar di Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele II e Garibaldi (proiezioni su SL
di quattro storici) hanno risposto alle domande dei presenti. E come avverrà
nella inaugurazione di Style, il magazine del Corriere della Sera, in una
megafesta che si terrà su SL il 12 luglio prossimo in cui gli avatar potranno
bere cocktail a base di Campari e magari portarsi nella propria casa (virtuale)
una lampada Arco di Castiglioni.
Ma si tratta, almeno per il momento,
di sperimentazioni, che duplicano la vita reale. Attualmente il business, anche
dalle case history illustrate, sembra essere solo prolungamento, estensione o
completamento della comunicazione e del marketing della first life: l’immobiliare
Gabetti, per esempio, riproduce su SL alcuni immobili per consentire ai
potenziali clienti una esperienza immersiva completa anziché immaginare un
appartamento o una villa solo sulla piantina. Altri organizzano concerti (Irene
Grandi), mostre fotografiche e convegni che sono un aggancio con la realtà.
Tutto previsto dunque? Non proprio, perché le potenzialità di Second Life sono,
in teoria, infinite. Per esempio nella formazione, dove gli strumenti di SL
diventano un mezzo in più per organizzare corsi e seminari o per mettere alla
prova la propria idea di business.
Ed è qui che entrano in gioco i
“sette punti” illustrati da Nic Mitham di K Zero per il marketing su Second
Life: progetto, integrazione, interazione con i residenti SL, presenza
costante, organizzazione di eventi, promozione e cross promotion. Niente di
particolarmente diverso dalla first life, dunque, dove qualsiasi azione di
marketing ha bisogno di tutti questi elementi per raggiungere obiettivi
concreti.
E allora, per tornare alla domanda
di partenza: SL è una moda o ci sono davvero le opportunità di business? Ci
sono, come nella vita reale, ma amplificate dall’aspetto utopico di SL, come ha
concluso Riccardo Balbo, architetto e docente al Politecnico di Torino:
“l’utopia deve avere una metafora che la veicola. SL ha la vita reale, che ha
un enorme bacino di riferimento”.
Il rischio è quello di duplicare gli
stereotipi della vita reale, non individuandone le infinite potenzialità perché
costretti nei nostri abituali schemi mentali. Ma è solo questione di tempo. Chi
ha vissuto lo sviluppo del web ricorderà perfettamente che all’inizio degli
anni Novanta le pagine altro non erano
che una trasposizione di libri, giornali e testi. Solo con la crescita della
generazione cresciuta a pane e pixel il web è diventato cio che è.
Intanto cominciano le interazioni:
il 18 luglio 2007 SL sbarca a Montale, in provincia di Pistoia, per il “Second Life
Pride” durante il Moon-Tale Festival 2007, che si propone, tra l’altro di far incontrare, in modo non mediato, residenti di Second Life e
persone reali. Avatar avvisato, mezzo salvato…
Per chi non fosse riuscito a partecipare all'evento, video
dell'intera giornata e materiali degli interventi - direttamente
nei profili dei relatori - sono disponibili su http://mondivirtuali.top-ix.org/.