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20/06/2007

SECOND LIFE FRA UTOPIA E BUSINESS

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Chiunque abbia un avatar su Second Life (a proposito: avatar, secondo il dizionario De Mauro, è un termine di origine sanscrita che significa “personificazione di una divinità sulla terra, spec. del dio Visnù”) sa che dopo i primi minuti di passeggiata tra un’isola e l’altra arriveranno implacabili le richieste di altri avatar sulle opportunità di guadagno e sulle possibilità di trovare un lavoro su SL. Davvero Second Life è un mondo parallelo in cui il business è una opportunità da prendere al volo? Davvero su SL ci sono mitici business-avatar in grado di conquistare fama, prestigio e denaro e di trasferire il tutto nella vita reale?

E’ curioso che nel convegno torinese sia stato citato più volte, da diversi relatori, il Monopoli. Perché questa relazione? Perché SL, ha sottolineato Antonio Santangelo, “sembra una visualizzazione del Monopoli”. Già, ma perché nessuno ha mai pensato di andare oltre una semplice partita a Monopoli con gli amici mentre SL è diventato ciò che è diventato? Perché SL è un atto sociale, ha un motore economico, è un aggregatore di esperienze in uno spazio in cui è possibile costruirsi una identità e una storia. Il vero elemento distintivo di Second Life resta infatti, come ha spiegato Andrea Benassi, ricercatore e sviluppatore presso l’Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa di Firenze. “l’esperienza da vivere”. Non la costruzione di un palazzo in sé, ma quello che poi nel palazzo si farà, come è avvenuto per il lancio su SL della collana “il Risorgimento” dell’Espresso, in cui gli avatar di Mazzini, Cavour, Vittorio Emanuele II e Garibaldi (proiezioni su SL di quattro storici) hanno risposto alle domande dei presenti. E come avverrà nella inaugurazione di Style, il magazine del Corriere della Sera, in una megafesta che si terrà su SL il 12 luglio prossimo in cui gli avatar potranno bere cocktail a base di Campari e magari portarsi nella propria casa (virtuale) una lampada Arco di Castiglioni.

Ma si tratta, almeno per il momento, di sperimentazioni, che duplicano la vita reale. Attualmente il business, anche dalle case history illustrate, sembra essere solo prolungamento, estensione o completamento della comunicazione e del marketing della first life: l’immobiliare Gabetti, per esempio, riproduce su SL alcuni immobili per consentire ai potenziali clienti una esperienza immersiva completa anziché immaginare un appartamento o una villa solo sulla piantina. Altri organizzano concerti (Irene Grandi), mostre fotografiche e convegni che sono un aggancio con la realtà. Tutto previsto dunque? Non proprio, perché le potenzialità di Second Life sono, in teoria, infinite. Per esempio nella formazione, dove gli strumenti di SL diventano un mezzo in più per organizzare corsi e seminari o per mettere alla prova la propria idea di business.

Ed è qui che entrano in gioco i “sette punti” illustrati da Nic Mitham di K Zero per il marketing su Second Life: progetto, integrazione, interazione con i residenti SL, presenza costante, organizzazione di eventi, promozione e cross promotion. Niente di particolarmente diverso dalla first life, dunque, dove qualsiasi azione di marketing ha bisogno di tutti questi elementi per raggiungere obiettivi concreti.

E allora, per tornare alla domanda di partenza: SL è una moda o ci sono davvero le opportunità di business? Ci sono, come nella vita reale, ma amplificate dall’aspetto utopico di SL, come ha concluso Riccardo Balbo, architetto e docente al Politecnico di Torino: “l’utopia deve avere una metafora che la veicola. SL ha la vita reale, che ha un enorme bacino di riferimento”.

Il rischio è quello di duplicare gli stereotipi della vita reale, non individuandone le infinite potenzialità perché costretti nei nostri abituali schemi mentali. Ma è solo questione di tempo. Chi ha vissuto lo sviluppo del web ricorderà perfettamente che all’inizio degli anni Novanta le pagine altro non erano che una trasposizione di libri, giornali e testi. Solo con la crescita della generazione cresciuta a pane e pixel il web è diventato cio che è.

Intanto cominciano le interazioni: il 18 luglio 2007 SL sbarca a Montale, in provincia di Pistoia, per il “Second Life Pride” durante il Moon-Tale Festival 2007, che si propone, tra l’altro di far incontrare, in modo non mediato, residenti di Second Life e persone reali. Avatar avvisato, mezzo salvato…

Per chi non fosse riuscito a partecipare all'evento, video dell'intera giornata e materiali degli interventi - direttamente nei profili dei relatori - sono disponibili su http://mondivirtuali.top-ix.org/.

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