
"Il rapporto tra esseri umani e oggetti cambia continuamente nel tempo". Da questa tesi, solo apparentemente banale, parte lo scrittore di fantascienza
Bruce Sterling per raccontare, ancora una volta a modo suo, il futuro prossimo venturo.
Lo fa con il saggio
La forma del futuro - titolo originale
Shaping things - edito per i tipi di
Apogeo e in vendita in libreria a Euro 13,50.
Nei prossimi trent'anni dovremo abituarci a concetti come quello di
spime (neologismo formato da space+time) in cui, in teoria, il "sistema di informazioni diventerà più importante dell'oggetto stesso". Ma, ha sottolineato lo stesso Sterling, "non sarà la fine del processo, quanto piuttosto l'inizio di un nuovo modo di concepire il nostro rapporto con gli oggetti e con quanto ci circonda".
L'analisi del pioniere della letteratura cyberpunk tiene conto sostanzialmente di due fattori: la globalizzazione da un lato e l'accesso all'informazione da un altro.
A valle di questi elementi ci sono tutti gli ingredienti del concetto di
spime, che, va detto subito per sgombrare il campo da ogni dubbio, dipinge un futuro positivo, in cui ci trastulleremo con concetti per il momento appena abbozzati come "gingillogica".
Per fare un esempio: una bottiglia di vino non sarà più solo un oggetto in vetro che contiene un liquido da bere con gli amici a cena, ma diventa un veicolo di informazioni, grazie ad una serie di elementi (la tracciatura RFId, la consegna anche in una sperduta isola del Pacifico, tutte le informazioni che posso trovare nella pagina internet del produttore...) che già esistevano, ma che oggi coesistono e interagiscono tra loro.
Come sempre gli archetipi ("inventori di archetipi" è il titolo di un numero di
Nova dedicato alla fantascienza) di Bruce Sterling hanno una componente provocatoria e dirompente, ma per disegnare il futuro occorre andare oltre la nostra atavica paura dell'ignoto e sfruttare (anche) la forza dirompente di un pensiero visionario e di un linguaggio in grado di fomentare la nascita di nuove idee.
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