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12/10/2007

La lunga coda del marketplace

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I consumatori chiamati ad esprimere il proprio pensiero sulla rivoluzione economica di Internet, confermano che la tecnologia è in perfetta sintonia con le loro idee.

E’ opportuno evitare che i manager disperdano le loro iniziative in direzioni non focalizzate, in quanto produrrebbero strategie non adatte alle evidenti situazioni di mercato.

Il mondo si è trasformato rapidamente in alta tecnologia e per questo la nostra produzione si spinge verso mercati di massa.
Analizzando vantaggi e costi, dei modelli di distribuzione finora utilizzati, osserviamo basi di magazzino decisamente enormi ed onerose rispetto alle quantità di prodotto realmente vendute.
Contemporaneamente il consumatore conferma il proprio orientamento verso una scelta di prodotti teso alla competenza ed all’affidabilità ma, con un ventaglio di proposte ristretto, e con caratteristiche di pregio indiscusse.

Di fatto gli ultimi decenni hanno imposto alle aziende industriali e commerciali produzioni con gradi di specializzazione e capacità per soddisfare la miriade di esigenze che potevano presentarsi nel corso del periodo, mentre attualmente, una buona strategia deve creare programmi il cui obiettivo si fonda sull’analisi della domanda per progettare e produrre beni di qualità e dimensione in linea alle aspettative dei consumatori.

E’ ormai d’obbligo non perdere di vista il proprio mercato ed avere il timore di perdere la propria posizione.
Questi momenti che mettono a dura prova gli stati d’animo di qualsiasi imprenditore, evidenziano modelli di distribuzione dove il concetto statistico “la lunga coda” osserva un legame con il territorio particolarmente attento ai gusti delle minoranze con conseguente miglioramento delle vendite.

long tail

Infatti il grafico del modello “coda lunga sottolinea da un lato il minore assortimento dei prodotti (best seller) di  maggiore vendita, e, dall’altro, il maggiore assortimento di prodotti con minore richiesta.
E’ evidente che nel campo delle promozioni di un prodotto sia necessario ricorrere limitando il campo d’azione comunicando tante emozioni che potrebbero far gradire lo spot al pubblico ma non convincerlo a comprarlo se non con poche vendite.

Per questo detto modello si manifesta estremamente proficuo, in quanto la sommatoria dei ricavi su tutti i prodotti con minore domanda presenta volumi di vendita decisamente superiori al primo.
Questo tipo di pensiero in generale evidenzia un messaggio importante, che nel corso del tempo i gusti delle persone si sono orientati sempre di più verso tipi di negozio on-line, dove l’assortimento è superiore e segue maggiormente le loro aspettative.

Un’evidente conferma in relazione a quanto detto è manifestata da "Amazon", la quale proprone un grande assortimento di prodoti ma con costi di magazzino esigui, ed  in assenza di un negozio fisico.
In altre parole le qualità appena osservate vengono poste in relazione al cambiamento epocale, con l’effetto delle nuove tecnologie che evidenziano un caso in perfetta intesa con il pubblico che comunica un’idea di vendita con valide ragioni per essere seguita.

Intendendo l’informazione come energia, nonché strumento per dare voce a comunicatori professionisti, segnaliamo che a partire da alcuni mesi Codice Edizioni (casa editrice di Torino) ha pubblicato la traduzione italiana del libro The Long Tail [1] di Chris Anderson, laureato in fisica, giornalista, direttore di Wired e ricercatore, che dopo due anni di lavoro, seguendo attente analisi sul sistema, ha sviluppato la teoria relativa all’argomento, costruento un blog per dare voce alle maggioranze ed alle minoranze ed avere informazioni di ritorno.

La maggior parte delle persone ha realmente bisogno di esprimersi in un contesto definito intelligenza collettiva resa disponibile dagli agenti intelligenti della rete [2] dove l’argomento trattato ha confermato che le persone hanno una reale conoscenza dei motivi che li spingono all’acquisto e, ciò può significare che il modello del “Peer to peer” conferma che le regole del sistema “lunga coda” invitano a ricordare che uno dei concetti alla base della vendita è l’allungamento dei cataloghi, in quanto l’insieme delle varianti poste in vendita, produce una maggiore possibilità di acquisto per l’acquirente.

Inoltre il modo migliore per penetrare efficacemente nella mente delle persone, comunicando al maggiore numero di potenziali acquirenti la propria offerta è guidare la domanda verso formule di acquisto online, e seguendo come linee guida le formule di marketing virale.
Detta disciplina coincide con i bisogni espressi da molte imprese che pur disponendo di un ottimo prodotto, non riescono a sfondare per gli elevati costi del marketing.

E’ infatti rilevato che un buon operatore può pilotare i desideri dei consumatori tramite il “passa parola” facendo emergere la propria offerta rispetto a quella dei propri concorrenti.
Detta strategia che segue lo studio dei mutamenti dei bisogni evidenzia il notevole cambiamento dei modelli di comunicazione che sta andando verso una direzione sempre più globale, osservando come operatori in tal senso i negozi ondine, quali Amazon, Netflix e Audible che hanno risolto le loro problematiche generando la preferenza per i loro prodotti attraverso l’informazione telematica.

La tecnica del passa parola ed i blog stanno andando verso una direzione prevedibile in quanto alla base di detti principi vi sono comunque quelli evidenziati nell’analisi transazionale che su tale concetto esprimono il principio di due o più elementi che incontrandosi prima o poi decideranno di comunicare dando segno della loro presenza nel nucleo e origine al cosiddetto “stimolo transazionale”.

La conseguente reazione transazionale, avverrà quando successivamente gli altri esprimeranno qualcosa che si concatena allo stimolo.
Il blog consente a tutti di comunicare da un diario comune e personale sulla rete, per poter dare spazio ai propri pensieri nonché alle proprie riflessioni a conferma di un mercato che matura puntando su un nuovo focus più adatto alle future esigenze delle imprese.

Il modello coda lunga permette di comprendere più a fondo il mercato di oggi che si spinge nel cercare il coraggio per dette decisioni in tempi brevi, preannunciando per i capitoli successivi una concorrenza che in caso contrario sarà già lanciata in dette manovre.

L’origine del problema si rileva anche sulle stazioni TV, le quali avendo spazi limitati, osservano costi d’acquisizione piuttosto alti, e registrano il maggiore interesse dove l’ascolto è garantito dal maggiore numero di utenti.

La complessità ha sicuramente affossato la comunicazione tradizionale, solitamente accusata di mancanza di stimoli e di un carico che da insufficiente è ormai affetto da un’eccessiva stimolazione da sovraccarico con il conseguente crollo del mercato della carta stampata.
I quotidiani solitamente definiti l’informazione per eccellenza sono stati sostituiti da internet che con una vera esplosione di dati e stato in grado di convincere i consumatori che la vera terra desolata è quella dei quotidiani troppo voluminosi e con una quantità di dati non filtrati.
Se per informazione intendiamo tutto ciò che riduce l’incertezza i quotidiani ormai rappresentano una categoria di scarso interesse.

Il fenomeno si verifica poiché riviste come "Wired" pongono alla naturale mancanza di interesse un contesto emotivo appropriato che compare con la conquista delle idee e con le tendenze dell’ultimo minuto.

Il modello a coda lunga ci mette in condizione di poter valutare la nostra attività consigliandoci semplicemente di focalizzare l’attenzione su ogni guizzo creativo che vede in una frazione di secondo l’intuizione per la migliore  soluzione di un problema.

 

L'autore

Antonio Moccia, laureato in Marketing & Finanza, di professione è Dirigente.

 


marketing del lusso

Note e bibliografia


[1]
The Long Tail: Why the Future of Business Is Selling Less of More (2006). Trad. it. Chris Anderson. La coda lunga - Da un mercato di massa a una massa di mercati. Torino, Codice Edizioni, 2007. ISBN 978-88-7578-063-0

[2]

Detti anche Intelligent Agents o Smart Agents, sono dei programmi che raccolgono informazioni o che svolgono alcune attività con una cadenza periodica senza che l'utente debba essere fisicamente presente. Un agente può essere istruito a cercare tra i contenuti di Internet e, basandosi sui parametri che l'utente gli ha fornito, raccoglie le informazioni a cui l'utente è interessato, mostrando i risultati su base periodica. Esistono anche agenti più specifici che controllano un sito web ed avvisano l'utente quando questo viene aggiornato.

 

Antonio Moccia
Antonio Moccia, laureato in Marketing & Finanza, è dirigente di lunga esperienza nel settore del lusso e docente presso l'Accademia Telematica Europea.

The Long Tail blog, by Chris Anderson
Podcast With Chris Anderson, on Trust Value in the Long Tail Economy.
la coda lunga su Wikipedia
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