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15/01/2008

L'ipercomunicazione ed i nuovi media

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Il marketing si sta occupando sempre più di come la percezione del consumatore possa venire influenzata, tanto che sono nate nuove discipline come lo psicomarketing o il marketing comportamentale.

Dunque è bene evidenziare che per logica, in detta disciplina, prima si apprendono tali dinamiche e prima si comprenderanno le logiche del loro utilizzo.

Gli studi sul comportamento del consumatore hanno di recente evidenziato come sia sempre più urgente il problema di evitare l'overflow informativo: la mente del consumatore è continuamente bombardata di messaggi pubblicitari, e dunque necessita di trovare canali alternativi che  lascino l'utente libero di iniziare una ricerca autonoma del messaggio informativo e che, come primo obiettivo, puntino al grado di soddisfazione dello stesso, obiettivo che si raggiunge curando la qualità del contenuti informativo [1].

La gente è ormai stanca di sovraesposzione, ovunque si trovi, ad una serie infinita di messaggi che nessun individuo medio può assorbire, ed il problema, iniziato anni fa, è ormai in fase di peggioramento.

E' difficile restare estranei al problema e pensare che in queste condizioni un'impresa non si trovi con le idee confuse.
Il livello più alto di un'organizzazione non deve generare solo costi e complessità, ma iniziare a considerare le statistiche, comprendendo che l'obiettivo di un'azienda può essere raggiunto con molta semplicità utilizzando il "nuovo linguaggio" del marketing.

Il Linguaggio messo a disposizione dai Nuovi Media, è un modo nuovo per esprimere idee sfruttando l'elevato indice di gradimento, prodotto  con costi strutturali minimi, grazie alle potenzialità che la tecnologia mette a disposizione.

A questo proposito è molto utile ricordare una ricerca condotta dall'Accademia Telematica Europea, uno studio sulle percezioni del consumatore, che dimostra come alcune imprese godano durante le loro campagne, di un elevato indice di gradimento.  

Tra i fattori che caratterizzano i Nuovi Media, troviamo l'esatto contrario delle vecchie tecniche interruttive e dipendenti essenzialmente da fattori che oggi portano l'essere umano ad arginarsi per respingere dalla mente quella quantità forzata di    informazioni.

Naturalmente la pubblicità deve far leva sul pubblico ma, sottolineando l'impegno di un servizio efficace e consultabile in ogni momento.

Un programma che introduce l'emergenza ed un esercito di messaggi forzati, genera altri fenomeni piuttosto immaginabili, quali scarsa comprensione o scarso apprendimento, tutt'altro che  favorevoli allo scopo di una campagna.

I nuovi media seguono costantemente i cambiamenti delle regole dando maggiore visibilità alle imprese e permettendo loro di gestire in modo molto efficace e leggero l'ordine emotivo  del possibile acquirente, estremamente difficile per le  vecchie formule, pensando alla realtà del contesto.

E' risaputo, inoltre, quanto il canale televisivo abbia un costo estremamente elevato per affrontare una campagna di promozione:  pochi minuti di spot corrospondono a  centinaia di migliaia di euro di costo che solo le grandi multinazionali possono permettersi. Spesso inoltre, se lo spot non è ben studiato, il risultato raggiunto è ben inferiore alle aspettative, il messaggio non raggiunge la "memoria a lungo termine" [2].

Sul ruolo dell'acquisizione della mente, la dottoressa Elizabeth Loftus della University of  Washington, psicologa e  ricercatrice, autrice di numerosi articoli sui meccanismi che regolano la mente umana, evidenzia che esistono due tipi di memoria: quella "ionica" che registra le immagini visive e la memoria "ecoica" che trattiene quelle uditive.

Poichè è clinicamente provato con test di laboratorio che l'orecchio, in questi termini, è decisamente superiore all'occhio, in quanto la memoria ionica non trattiene le immagini registrate per più di un secondo, occorre comprendere che sostanzialmente un'azione condotta integrando i canali di comunicazione che colpiscono la percezione attraverso più stimoli [3] possa fornire, a costi relativamente  molto bassi, un risultato  decisamente più efficace.

Personalmente credo che la competizione esistente fra imprese oggi, la cui ricerca evidenzia tutt'ora l'utilizzo in Italia di metodi  che oltreoceano gli americani hanno soppiantato con strumenti più modermi da ormai quasi un decennio, debba porre attenzione alle nuove tecnologie del Web 2.0 che consentono maggiori spazi di manovra e potenzialità di cambiamento già pronte al domani.


L'autore

Antonio Moccia, laureato in Marketing & Finanza, di professione è Dirigente.


Note


[1] - A questo dobbiamo il successo dei motori di ricerca e di servizi quali Google AdSense e AdWords

[2] - Può rivelarsi a volte un compito estremamente impegnativo, spiegare l'evoluzione di un mercato o di un problema, o di una crisi per mutamento dei bisogni in un contesto dove la quantità di informazioni raddoppia ogni quattro o cinque anni, generando con i vecchi media solo  ipercomunicazione.
A questo proposito si legga ad esempio
http://www.mediamente.rai.it/...

[3] - Si pensi al successo di Social Nework come MySpace, i podcast su iTunes, Mogulus, che hanno permesso di portare i vecchi media prima monopolizzati dalle grandi compagnie di comunicazione alla portata di chiunque. 


Antonio Moccia
Antonio Moccia, laureato in Marketing & Finanza, è dirigente di lunga esperienza nel settore del lusso e docente presso l'Accademia Telematica Europea.
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