Caro Carlo Nesti,
apprendo con dispiacere la notizia della chiusura del Suo sito Internet, chiusura motivata dallo scarso rispetto dimostrato da sedicenti tifosi granata colpevoli di aver scambiato l'ospitalità altrui per chissà che cos'altro.
Chi Le scrive è un tifoso granata D.O.C., magari non come Massimo Gramellini o come Mario Giordano, giusto per citarne un paio, ma comunque capace di farsi rispettare. Per darLe un'idea, pensi che sino all'arrivo di quelli detti "a colori" a casa nostra non è mai entrato il televisore, così, giusto per non dipendere da qualcosa di bianco-e-nero. Anche la vita professionale è stata dettata dal rifiuto della visione bianco-o-nero che tanto piace ad alcuni nostri colleghi. Le confesserò una cosa: la scoperta della scala dei grigi è stata una liberazione, in un solo colpo potevo finalmente disporre di ben 256 sfumature. Ma non divaghiamo.
Chi Le scrive è un modesto ma dignitoso collega, sempre che si possa ancora dire una cosa simile, perché adesso vanno di moda quelli che sanno fare tutto, così piace alle direzioni. Poi magari alle volte ti accorgi che in realtà quelli che dicon di sapersi adattare a fare tutto non sanno fare molto, ma questo è un altro discorso, anche se verrebbe da gridare allo scandalo. La modestia della mia carriera è da ascrivere esclusivamente a mie scelte: capito l'imbroglio dell'audience e l'evanescenza della carta stampata, dieci anni fa decisi di rivolgere le mie attenzioni professionali esclusivamente, o quasi, al canale Internet, dove quelli che barano e urlano più forte non hanno gioco facile. Quello che conta su Internet sono i numeri del contatore delle visite e altri due o tre parametri, così se ti ritrovi con tremila visitatori diversi avendo scritto, magari, di Società di Revisione Contabile qualche settimana prima di Enron capisci che su una popolazione (Internet) di qualche milione di utenti qualcuno interessato a quello che fai lo trovi anche. Sono soddisfazioni. Sembro ironico ma non lo sono: non capisco, da molti anni, perché si vanta la stampa di diverse decine di migliaia di copie - sino a dieci volte una decina di migliaia - quando il venduto in edicola non va, invece, oltre le seimila copie. No, per piacere, non mi raccontate più la storia della pubblicità che impone tirature folli, perché altrimenti alcuni portali verticali, come quello che Lei ha deciso di chiudere, sarebbero delle slot machine per i ritorni che sanno offrire. Certo, si parla di Internet, cioè contatore, parametri e bla bla bla, un bla bla bla diverso però.
Chi non apprezza il bla bla bla dei venditori di pubblicità, un giorno di dieci anni fa decide di cambiare ambiente e si sposta su Internet, così, diciamo a salvaguardia della sua dignità. Abbiamo divagato ancora.
Chi Le scrive è uno che difficilmente si sbilancia in complimenti, specie nei confronti dei colleghi dello sport. Non me ne voglia, ma il fatto è che dopo Beppe Viola, per me, la cronaca sportiva è diventato un mondo piatto. Aggiunga la scelta incomprensibile della RAI di privilegiare altre figure penalizzando quel biondino che dimostrava di avere della stoffa e il cerchio si chiude. Quel biondino si chiama Carlo Nesti. E' uno che ci sa fare, io ne sono ancora oggi convinto; tanto convinto che sino alla notizia di oggi ignoravo avesse "anche" una fede sportiva che poi, scusate, ma sono anche un po' fatti suoi, non credete? Già, forse è la parola "credere" che ha assunto un altro valore rispetto al passato. Ad esempio, uno che ha la testa più vuota di un pallone, potrebbe credere che le carnevalate di Crudeli e compagnia cantando siano cronache sportive. No signori, quello è spettacolo, il triste spettacolo di professionisti che devono alle cosiddette emittenti minori, nel caso il circuito 7Gold, la loro, alquanto effimera, celebrità. Ma qualcuno di voi ha mai sentito queste "macchiette" capaci di un commento utile? Guardi Carlo, qui non stiamo a fare la classifica dei buoni e dei cattivi, ci mancherebbe, chi Le scrive, prima di mettersi a esprimere giudizi, fa sempre tesoro delle parole di Fabrizio De André, quelle di "Bocca di Rosa" che ricordano chi siano le persone inclini a dare buoni consigli. Però un sospetto mi resta: io credo che, sul suo sito, chi l'ha insultata sia più una vittima dei gridolini di Simona Ventura e affastellati che il tradizionale ascoltatore delle parole di Massimo De Luca. O di Carlo Nesti.
Chiudiamo la questione: è tutta colpa di un IP? Caro Nesti, il sito è Suo e Lei è ovviamente libero di farne quello che vuole. Ricordi solamente che chiudendo non avrà più la possibilità di riconoscere un Imbecille Permanente o un Ignorante Petulante dall'indirizzo di provenienza, tecnicamente l'IP, non potrà riconoscerlo e, cosa peggiore, non potrà più difendersi.
Questo mi sentivo di dire a un ottimo giornalista che in questo momento mi sembra soltanto un Indispettito Professionista.
Anche se ha ragione.
Con immutata e rinnovata stima,
Marco Tracinà