Avete presente il multiplexer, il selezionatore di ingressi di corrente elettrica?
Quel dispositivo capace di trasferire in uscita uno dei vari dati presenti in ingresso, dato scelto mediante un apposito selettore...
Oppure pensate ad un rubinetto, con più ingressi ed una sola uscita, che seleziona in uscita una condotta alla volta...
O ancora: un centralino telefonico per smistare le chiamate e mettere ad esempio in contatto i telefonini che desiderano connettersi tra loro...
All'ultimo international Genetically Engineered Machine (iGEM 2008)- il concorso di biologia sintetica organizzato dal Massachusetts Institute of Technology di Boston - un team italiano, coordinato da Paolo Magni, professore di ingegneria biomedica all’Università di Pavia, in competizione con 89 gruppi da tutto il mondo (compreso un altro italiano, da Bologna), si è aggiudicato la medaglia d'argento per un nuovo batterio geneticamente modificato, che, in ambito biologico, si comporta esattamente come un multiplexer, un rubinetto, un centralino telefonico...
Il batterio in questione è il famoso Escherichia coli (comune abitante dell'intestino, con un ruolo fondamentale nel processo digestivo), il cui DNA è stato riarrangiato - tramite assemblaggio di pezzi di “lego biologico”, chiamati BioBrick - in modo da riuscire a suscitare una risposta biologica in presenza di un segnale specifico.
Il Prof. Magni e il suo team hanno applicato i principi dell'elettronica a un batterio, facendo nascere un microrganismo che funziona come un interruttore: introdotto in un organismo, accende e spegne le funzioni biologiche ed è pilotabile dall'esterno.
Invece che, come avviene spesso, imitare la natura nell'inventare nuove tecnologie, in questo caso gli scienziati hanno preso spunto dalle nuove tecnologie per ripensare la natura a scopo benefico.
Infatti con il multiplexer biologico - già pronto in versione open-source (non brevettato) e pertanto solo in attesa di qualcuno disposto a sfruttarne le potenzialità - si possono realizzare ad esempio microrganismi che producono insulina in pazienti diabetici, anticorpi specifici diretti contro intrusi oppure proteine antitumorali; ma anche controllare il livello di cloro nelle piscine o la soglia di benzene nell'aria.
I suoi ideatori, oltre al premio e alla soddisfazione, hanno portato a casa la consapevolezza di essere riusciti a dimostrare come sia possibile copiare funzioni tipiche dell'elettronica, e della meccanica, trasportandole nel mondo della biologia.
Questo è solo uno dei sempre più frequenti casi in cui molte e differenti discipline contribuiscono alle nuove tecnologie, dall'ingegneria alla biologia, dalla matematica alla fisica e all'elettronica, ed è uno dei numerosi trionfi della tanto trascurata (almeno in Italia) ricerca di base.