Intelligenza Artificiale per tutti

Posted on Set 1 2011 - 4:53pm by Massimo Giordani

intelligenzaLa didattica universitaria è quasi sempre confinata nelle aule ma Internet e gli strumenti di condivisione oggi disponibili consentono di allargare a dismisura il numero dei potenziali allievi.

E’ questo il caso di un corso dell’Università di Stanford: 58 mila le iscrizioni da 175 nazioni a un corso online (e gratis) di intelligenza artificiale organizzato da due dei massimi esperti mondiali del settore, Sebastian Thrun e Peter Norvig.

Le lezioni inizieranno in autunno in tre corsi del dipartimento di scienze computazionali offerti in via sperimentale dall’università californiana con lo scopo di incrementare la conoscenza tecnologica al di fuori delle aule di Stanford. Gli studenti non saranno giudicati con voti o crediti ma verranno inseriti in una graduatoria e riceveranno «un attestato di conclusione corso».

La complessità della materia richiede una buona conoscenza di matematica superiore ma, ciononostante, la quantità di iscritti è risultata davvero elevata.

Sebastian Thrun, tedesco di 44 anni, nel 2005 fu a capo di un gruppo di studenti e professori di Stanford che vinse il premio Darpa del Pentagono per aver realizzato Stanley, un’auto robotica in grado di coprire 212 chilometri di una strada non asfaltata nel deserto della California. Di recente ha guidato un progetto di Google per lo sviluppo di veicoli automatici. Norvig, invece, è un ex scienziato della Nasa, attualmente direttore delle ricerche di Google e autore del principale libro di testo sull’IA.

I due titolari del corso non sanno spiegarsi come siano arrivate tante iscrizioni. Thrun ha detto che in estate ha cercato di fare un po’ di pubblicità al corso durante un seminario in Spagna, raccogliendo però solo 80 adesioni. Ma alcune settimane fa ha mandato un’email alla direttrice esecutiva dell’Associazione per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, che a sua volta l’ha spedita a una sua lista e probabilmente ha avuto una diffusione virale.

Certamente, il livello dei docenti e l’autorevolezza dell’Università di Stanford hanno facilitato il “tam tam” della rete che ha portato a coinvolgere partecipanti di ogni paese.

E’ auspicabile che questa esperienza possa essere la prima di una lunga serie e che costituisca un esempio anche per le università italiane. La didattica a distanza è una soluzione a basso costo per promuovere non solo corsi di ogni livello ma anche le stesse strutture che li organizzano. Concetti come “open innovation” e “open data” possono così trovare la loro applicazione più immediata favorendo concretamente la crescita e l’interscambio culturale.