La rete che controlla l’economia mondiale

Posted on Ott 28 2014 - 4:52pm by Graziella Lavanga

reteUno studio condotto presso l’Istituto di Tecnologia di Zurigo ha portato alla luce le conessioni che intercorrono fra un ristretto numero di aziende multinazionali che controllano una fetta importante dell’economia mondiale.

Il movimento Occupy Wall Street ha evidenziato con uno slogan che l’1% della popolazione detiene la maggior parte delle ricchezze esistenti ma lo studio in questione va ben al di là degli slogan. Partendo dall’analisi dei 37 milioni di aziende e investitori mondiali presenti nel database Orbis 2007, sono state identificate 43.060 multinazionali, i ricercatori hanno quindi ricostruito la complessa rete di partecipazioni incrociate che lega una parte di queste aziende.

L’analisi ha portato quindi a individuare l’esistenza di un “cuore” costituito da 1.318 società che hanno quote in due o più aziende (in media 20). Queste realtà generano il 20% degli utili globali su scala planetaria.

Approfondendo l’analisi, i ricercatori hanno quindi rilevato l’esistenza di una “superentità” di 147 società che detiene a sua volta il 40% del valore del network.

Meno dell’1% delle aziende controlla il 40% del business dell’intero network.

La scienza dei sistemi complessi ha aperto numerose strade per capire fenomeni che, in precedenza, potevano essere spiegati solo con il concetto di casualità. Questo studio dimostra come esista una rete di potere economico (e certamente non solo economico) che nasce dall’intreccio più o meno spontaneo di interessi economici formidabili, concentrati prevalentemente nel mondo bancario e finanziario.

Nell’immagine riportata sono rappresentate le 1318 multinazionali che costituiscono il cuore dell’economia. In rosso sono evidenziate le 147 superconnesse. La dimensone dei punti rappresenta gli utili generati.

Forse, sulla base di questa ricerca, si potrà capire quali sono i punti di forza e di debolezza di una tale struttura di potere. Certamente, offrirà spunti di riflessione critica da parte di molti.

Questo l’elenco delle prime 50 aziende superconnesse sulle 147 identificate:

1. Barclays plc
2. Capital Group Companies Inc
3. FMR Corporation
4. AXA
5. State Street Corporation
6. JP Morgan Chase & Co
7. Legal & General Group plc
8. Vanguard Group Inc
9. UBS AG
10. Merrill Lynch & Co Inc
11. Wellington Management Co LLP
12. Deutsche Bank AG
13. Franklin Resources Inc
14. Credit Suisse Group
15. Walton Enterprises LLC
16. Bank of New York Mellon Corp
17. Natixis
18. Goldman Sachs Group Inc
19. T Rowe Price Group Inc
20. Legg Mason Inc
21. Morgan Stanley
22. Mitsubishi UFJ Financial Group Inc
23. Northern Trust Corporation
24. Société Générale
25. Bank of America Corporation
26. Lloyds TSB Group plc
27. Invesco plc
28. Allianz SE 29. TIAA
30. Old Mutual Public Limited Company
31. Aviva plc
32. Schroders plc
33. Dodge & Cox
34. Lehman Brothers Holdings Inc*
35. Sun Life Financial Inc
36. Standard Life plc
37. CNCE
38. Nomura Holdings Inc
39. The Depository Trust Company
40. Massachusetts Mutual Life Insurance
41. ING Groep NV
42. Brandes Investment Partners LP
43. Unicredito Italiano SPA
44. Deposit Insurance Corporation of Japan
45. Vereniging Aegon
46. BNP Paribas
47. Affiliated Managers Group Inc
48. Resona Holdings Inc
49. Capital Group International Inc
50. China Petrochemical Group Company

*I dati utilizzati si riferiscono al 2007, anno in cui Lehman Brothers ancora esisteva.